L'inflazione ha rialzato la testa e ora si temono rincari sull'energia
di Cinzia Arena
L'indice sale dall'1 all'1,6%. A spingere i prezzi in particolare alloggi e trasporti per effetto delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Ma a preoccupare è lo scenario internazionale con gas e petrolio in forte aumento

Il rischio c’è, inutile negarlo. L’offensiva di Usa e Israele contro l’Iran e la reazione di Teheran contro i vicini del Golfo avrà effetti collaterali disastrosi sull’inflazione. Le prime avvisaglie si sono già viste sul prezzo del gas e quello del petrolio e il protrarsi del conflitto e della chiusura dello stretto di Hormuz acuiranno la situazione. Secondo gli analisti il prezzo da pagare per l’Europa sarà alto: un aggravio di un punto sull’inflazione, con una corsa al rialzo dei beni energetici, che frenerebbe la crescita aprendo la strada alla stagflazione.
Intanto ieri sono arrivati i dati relativi al mese di febbraio che segnalano un lieve aumento. L’inflazione nell’Eurozona è salita all’1,9% dall’1,7% di gennaio in base alla prima stima flash di Eurostat. Quella italiana, che passa all’1,6% dall’1% di gennaio, resta tra i valori più bassi, dopo Cipro (0,9%), Francia, Belgio e Finlandia.
A livello congiunturale l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione dello 0,8% in base alle stime preliminari diffuse dall’Istat, dovuta soprattutto alla dinamica dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e, in particolare, a quella dei servizi di alloggio (10,3%) per effetto delle Olimpiadi di Milano-Cortina, dei trasporti (3%) e degli beni alimentari non lavorati (3,6%). All’opposto si amplia la flessione dei prezzi degli energetici (in calo del 6,6%). La crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” torna sopra il 2% e sale al 2,2% dall’1,9% di gennaio. Per il presidente Ancc-Coop Ernesto Dalle Rive la percezione degli italiani è molto più elevata di quanto i numeri raccontino, «atteggiamento che si conferma poi nelle scelte di acquisto quanto mai prudenti». Tutelare la debole ripresa dei consumi è essenziale per Federdistribuzione che valuta positivamente le misure introdotte dal governo volte alla defiscalizzazione degli aumenti dei rinnovi contrattuali: «un contributo positivo al reddito dei lavoratori».
Per Confesercenti il balzo dell’inflazione «è un segnale negativo» ed «un eventuale shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente potrebbe portare l’inflazione annuale tra il 2,4 e il 3%». Il presidente Nico Gronchi teme una brusca frenata e nuove difficoltà per le attività turistiche e chiede «al governo massima vigilanza e misure immediate ed efficaci per scongiurare ulteriori rialzi dei costi e difendere il potere d’acquisto».
Assai più cauta Confcommercio secondo la quale non ci sono particolari preoccupazioni perché gli aumenti hanno riguardato le accise sui tabacchi e l’effetto Olimpiadi invernali, con incrementi “fuori stagione” nelle filiere collegate. Inutile anche fare previsioni catastrofiche. perché «nell’aprile del 2024, in occasione di impedimenti rilevanti nei transiti dallo stretto di Hormuz, il prezzo del petrolio registrò un temporaneo e consistente aumento, rientrato, però, nel brevissimo periodo».
Le associazioni dei consumatori fanno già i conti in tasca alle famiglie. Per il Codacons si parla in media di 529 euro annui che salgono a 731 euro per un nucleo con due figli. A febbraio i listini sono letteralmente esplosi nel settore turistico: alberghi, motel, pensioni e simili hanno rincarato le tariffe del 14,7% su anno, e addirittura del 12% rispetto al mese precedente. I prezzi dei biglietti aerei per i voli nazionali sono saliti del 45% su anno, e del 29,6% sul mese precedente. Ibiglietti degli eventi sportivi sono cresciuti de 7,1% su base annua.
«Numeri che, purtroppo, confermano come le Olimpiadi invernali siano state l’occasione per speculare sui prezzi in Italia aumentando i listini in tutto il comparto turistico con un impatto pesantissimo sull’inflazione e un enorme arricchimento per gli operatori del settore» conclude il Codacons. Parla di una “tempesta perfetta” l’Adoc che scatenerà «un’ondata di rincari a catena sulle bollette energetiche e su tutti i beni di prima necessità e del carrello della spesa». Per l’Unc è fondamentale agire in fretta prendendo ad esempio l’intervento del governo Draghi che in occasione dello scoppio della guerra in Ucraina «ridusse di 25 centesimi le accise sui carburanti e intervenne su luce e gas, azzerando oneri di sistema e abbassando l’Iva sul gas».
© riproduzione riservata
© RIPRODUZIONE RISERVATA






