L’Università Cattolica e le Chiese del Sud. Cento anni di un «legame nazionale»

di Enrico Lenzi e Ernesto Preziosi
Esce dall’editrice Vita e Pensiero un volume curato da Ernesto Preziosi su come le diocesi del Mezzogiorno sin da subito hanno sostenuto il progetto di padre Agostino Gemelli e Armida Barelli per un ateneo diffuso
Google preferred source
May 19, 2026
L’Università Cattolica e le Chiese del Sud. Cento anni di un «legame nazionale»
Padre Agostino Gemelli (il terzo da sinistra, seduto) nel 1925, nelle vesti di rettore dell’Università Cattolica, assieme ad alcuni docenti e amici
Un ateneo dalla vocazione nazionale e identitaria. L’Università Cattolica che da poco ha compiuto i suoi primi cento anni, sin dal suo sorgere nel 1921 ha voluto avere un respiro che abbracciasse tutta l’Italia. E sin dall’inizio anche le Chiese locali del Sud Italia hanno mostrato entusiasmo e sostegno a questo progetto, voluto da padre Agostino Gemelli e dalla beata Armida Barelli. Un legame nato grazie alla sensibilità di alcuni vescovi di queste diocesi, che conoscevano i fondatori, ma che nel tempo ha visto tanti giovani di queste regioni andare a studiare a Milano e, una volta laureati, ritornare nella propria terra diventando di fatto “ponti” con la realtà accademica. A indagare, su questo legame è il volume curato da Ernesto Preziosi intitolato Università Cattolica e Chiese del Sud. Alle origini di un legame fecondo, pubblicato da Vita e Pensiero. «Ne emerge un quadro che certamente inorgoglisce chi studia e lavora in Università Cattolica – scrive nella prefazione il rettore, la professoressa Elena Beccalli –, perché alimenta la consapevolezza di essere eredi di una storia importante per l’intero Paese». E sottolineando che nonostante non ci siano sedi dell’ateneo nelle regioni del Sud, «anche in queste ultime l’affinità con l’ateneo è molto forte, a testimonianza della sua effettiva proiezione nazionale. Ciò è possibile grazie alla caparbietà di alcuni sacerdoti, alla particolare sensibilità di numerose associazioni – messe in rete soprattutto tramite l’Istituto Giuseppe Toniolo e l’Associazione Ludovico Necchi – e ovviamente grazie al legame che si instaura tra le persone. Quest’ultimo aspetto è decisivo, perché sono certamente le migliaia di laureate e laureati la reale manifestazione del nostro progetto educativo, dal momento che operano come veri e propri ambasciatori della nostra storia e della nostra missione».
Di seguito pubblichiamo uno stralcio dell’introduzione al volume  Università Cattolica e Chiese del Sud. Alle origini di un legame fecondo di Ernesto Preziosi.
Sono passati oltre cent’anni da quella inaugurazione e oggi l’Università Cattolica è una realtà affermata che, nel 2024, conta una popolazione studentesca di 48.821 studenti (iscritti a corsi di laurea e di post laurea, ai dottorati, ai master, ecc.) e di 1.319 docenti. Risalendo alla storia delle origini ci possiamo chiedere: cosa ha significato per i cattolici italiani la nascita dell’Università Cattolica cento anni fa? Non tanto e non solo cosa volesse rappresentare nel progetto gemelliano, sul quale esistono più studi, ma come venisse recepita, accolta, non solo dalla comunità scientifica bensì dalla Chiesa italiana nelle sue gerarchie e soprattutto nella realtà popolare. Cosa essa ha significato per le diocesi e per i cattolici italiani? E ancora, furono davvero coinvolte tutte le diocesi, anche quelle più lontane dal capoluogo lombardo? In occasione del centenario dell’ateneo, l’Istituto Giuseppe Toniolo, in collaborazione con l’Università Cattolica, ha promosso una iniziativa nazionale rivolta ad approfondire e documentare il legame stretto, fin dall’inizio, dall’ateneo del Sacro Cuore con le Chiese locali delle regioni del Sud Italia.
Si è così avviata una ricerca storica su “L’Università Cattolica del Sacro Cuore: cento anni al servizio delle Chiese locali e per lo sviluppo del Paese”. Grazie, infatti, alla rete tessuta da Armida Barelli con l’Associazione Amici dell’Uc, che nasce nel 1921, e prima ancora con la Gioventù femminile cattolica (nata tra il 1918 e il 1919), fu possibile il coinvolgimento di tante diocesi intorno all’Università. Inizialmente, per sostenerla con la preghiera e per raccogliere fondi che ne consentissero la nascita, poi nella diffusione della produzione scientifica dell’ateneo attraverso volumi e riviste edite dall’editrice Vita e Pensiero. Fondamentale fu anche l’opera di orientamento di studenti motivati che si recavano a studiare a Milano per tornare poi nelle diocesi di origine, divenendo sul territorio punti di riferimento ecclesiale e civile. Anche per questa via l’Università Cattolica del Sacro Cuore è stata riconosciuta come Ateneo dei cattolici italiani. I risultati della ricerca, svolta in cinque regioni del Sud Italia (Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia), sono stati esposti in altrettanti convegni regionali, di cui il volume offre una sintesi dei contributi più rilevanti. L’iniziativa ha consentito di dare rilievo, a cento anni dalla fondazione, alla vocazione nazionale dell’ateneo. L’Università, fin dalla sua origine, ha perseguito questo scopo in vari modi, sia con l’elaborazione di una cultura che potesse essere punto di riferimento alla vasta ed articolata realtà della cattolicità italiana, sia con il perseguire una formazione piena e autentica della persona, nel radicato convincimento che contribuire allo sviluppo intellettuale e morale del singolo studente significa – come scriveva padre Gemelli – preparare una gioventù alla quale «è affidato il compito arduo di promuovere in se stessa e negli altri e quasi di sintetizzare nella propria azione lo sviluppo della vita nazionale».
Da più contributi emerge la presenza significativa dei laureati dell’Uc nelle diocesi di origine. La cura degli studenti è compito prioritario che l’ateneo svolge anche nel presente e che vede affiancare l’offerta formativa con l’erogazione di borse di studio da parte dell’Università e dell’Istituto Toniolo, favorendo l’accesso all’Ateneo a molti studenti che provengono da ogni parte d’Italia. A questo scopo concorrono anche i collegi universitari, che assicurano una rilevante offerta formativa. Le pagine del volume illustrano come attraverso il collegamento con l’Uc, con le sue pubblicazioni e con gli studenti in essa formati al rientro nelle diocesi di origine, l’influenza del pensiero e dei saperi elaborati nell’ateneo sia stata feconda sul piano sociale e civile ma anche pastorale, svecchiando forme tradizionali e contribuendo ad una visione cristiana più adeguata ai tempi. Il volume offre non solo una ricostruzione dell’attività di sostegno all’Uc, ma un confronto a distanza tra l’ateneo “di Milano” e il Sud. Tanti laureati hanno esercitato ed esercitano nei luoghi d’origine, con competenza e spirito di servizio, la propria professione , spendendosi al servizio del bene comune.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire