«Ho conosciuto in Carlo Casini un educatore dei giovani alla pace»

di è vita
Emergono in modo imprevedibile da diversi archivi testimonianze delle persone più diverse che, in ogni tipo di circostanza pubblica, hanno incontrato il servo di Dio Carlo Casini. Traendone sempre una profonda impressione. È il caso anche dell’architetto Giuseppe Pancino
March 3, 2026
«Ho conosciuto in Carlo Casini un educatore dei giovani alla pace»
Carlo Casini al Meeting di Rimini, accanto a lui, a destra, sua moglie Maria
Dal 1978 al 2018 Carlo Casini, del quale nel 2025 la Chiesa ha autorizzato l’avvio del processo di beatificazione, è stato presidente del cda del Conservatorio San Pier Martire a Firenze, scuola impegnata da secoli con le Suore Domenicane nell’istruzione (www.conservatoriosanpiermartire.it) integrando principi civili e religiosi e sostenendo le persone più fragili, come le ragazze-madri. Al figlio di Carlo, Francesco, attuale presidente, sono giunte testimonianze inedite sul padre mentre prende corpo la causa di beatificazione. Pubblichiamo quella di Giuseppe Pancino, dal 1987 incaricato della gestione della proprietà immobiliare.
Quando iniziai a lavorare per il Conservatorio di San Pier Martire, nel 1987, fui chiamato per alcune necessità immediate, come il calcolo dell'equo canone degli immobili residenziali e commerciali di proprietà dell'allora Ente morale. In quel percorso, che richiese un lungo lavoro di ricostruzione della situazione esistente – poiché non vi era mai stata una valutazione complessiva precedente –, trovai nell'onorevole Carlo Casini una persona sempre disponibile, nonostante i suoi infiniti impegni.
Con lui instaurai un dialogo fatto di scambi reciproci, tecnici e umani. In questa relazione trovai soprattutto una guida nelle scelte che la vita, anche professionale, impone. Come era suo stile, prima di apporre la firma su un documento, Carlo leggeva, analizzava e voleva comprendere anche quei pochi argomenti che esulavano dalla sua sterminata conoscenza, con prudenza e attenzione. E, se la fiducia era meritata, allora diventava totale.
Un dettaglio familiare mi è sempre rimasto nel cuore: mia madre, Maddalena Vergani, fu per diversi anni – fino al 1997 – segretaria, correttrice di bozze e traduttrice dei discorsi che Casini doveva pronunciare al Parlamento Europeo. Dai suoi racconti emergeva la stessa disponibilità, apertura e volontà di dialogo che io stesso avevo conosciuto. Era spesso in contatto anche con la famiglia, in particolare con la signora Maria, moglie dell'onorevole, che insieme al marito aveva accolto nella loro casa, come figli propri, i bambini del fratello prematuramente scomparso.
Un altro capitolo importante riguarda il suo rapporto con i “giovani adulti”. Carlo educò alla coscienza europea tanti ragazzi, anche adolescenti, accompagnando i vincitori del concorso promosso dal Movimento per la Vita a visitare i luoghi della nascita e della speranza dell'Europa: Bruxelles, Strasburgo, e altri. Li educava alla pace, al dialogo, all'accoglienza dell'altro, oltre che naturalmente all'apertura alla vita in tutte le sue forme.

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