Francia: “aiuto a morire”, Macron vuole la legge. Ma il Senato lo frena
Il presidente punta tutto sulla norma già approvata all’Assemblea nazionale che introdurrebbe una forma di “diritto di morire”. Con un governo traballante, la politica ora però si divide. Almeno in tre

«Concluderemo il lavoro sulla questione del fine vita nella dignità, tema sul quale mi ero impegnato davanti a voi nel 2022». Oltralpe, augurando buon anno ai francesi, il presidente Emmanuel Macron ha appena rilanciato l’iter legislativo che potrebbe condurre il Paese a introdurre, accanto a un rafforzamento delle cure palliative, il cosiddetto «aiuto a morire». Una formulazione evasiva con cui i parlamentari sono di fatto invitati ad approvare, in modo inedito, una versione alla francese dell’eutanasia attiva, del suicidio assistito, o di entrambi.
Dopo l’approvazione in prima lettura all’Assemblea Nazionale di una bozza in questo senso, lo scorso 27 maggio, l’iter era stato sospeso per via dell’instabilità dell’esecutivo, il cui principale obiettivo immediato è divenuto il varo della finanziaria. Ma ieri, il fine vita è tornato in commissione al Senato, dove il dibattito in aula potrebbe cominciare il 20 gennaio, se non ci saranno nuovi tempi supplementari proprio sulla finanziaria.
Non pochi osservatori indipendenti tornano a temere che l’effetto combinato dello scarso tempo disponibile per i dibattiti, del carattere divisivo dei contenuti e dell’ostinazione presidenziale per un varo entro fine anno (agli sgoccioli del mandato di Macron all’Eliseo), possa condurre a uno “sgorbio” legislativo. Qualcosa, insomma, agli antipodi rispetto al senso di responsabilità richiesto da una questione di tale gravità.
Domina l’incertezza, anche perché, come ha sostenuto il quotidiano cattolico La Croix, i senatori sembrano divisi in tre campi molto trasversali rispetto agli stessi steccati fra i partiti: ci sono gli oppositori alla bozza sul fine vita, piuttosto favorevoli all’attuale assetto risalente al 2016, fondato sul doppio rifiuto dell’accanimento terapeutico e dell’eutanasia attiva; altri senatori vorrebbero modificare la bozza, sedotti dall’approccio austriaco, che prevede un suicidio assistito inquadrato; infine, ci sono i pro-Macron.
Le raccomandazioni di partenza varate ieri in commissione propendono per un posizionamento senatoriale prudente, piuttosto anti-Macron. Il rapporto rivelato in giornata, che potrebbe fungere da bussola per non pochi senatori, invoca «un dispositivo d’assistenza medica a morire» riservato in via eccezionale ai malati in fase terminale. Una soluzione ben diversa, dunque, rispetto al «diritto all’aiuto a morire» varato dai deputati. Ma ciò non rassicura ancora quanti temono futuri ‘strappi’ adottati nella precipitazione.
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