martedì 6 febbraio 2024
Il messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali mette al centro la questione fondamentale per lo sviluppo di qualsiasi tecnologia: come facciamo a rimanere umani?
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. - Siciliani

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Il messaggio del Papa per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali è stato reso noto il giorno della festa di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, anche se la Giornata sarà celebrata in maggio. Il testo riprende ed approfondisce il tema dell’Intelligenza artificiale (IA), già affrontato nel messaggio per la Giornata mondiale della pace. L’Intelligenza Artificiale è il tema del momento, ma l’interesse della Chiesa è soprattutto rivolto alle persone, coinvolte in un cambiamento epocale, ponendo all’attenzione di tutti le domande essenziali che l’IA porta in evidenza: «Cosa è dunque l’uomo, qual è la sua specificità e quale sarà il futuro di questa nostra specie nell’era delle intelligenze artificiali? Come possiamo rimanere pienamente umani e orientare verso il bene il cambiamento culturale in atto?».

Il Messaggio parte dalla riflessione di Romano Guardini, il grande pensatore e sacerdote italo-tedesco che un secolo fa affermava la necessità di governare la tecnologia mantenendo al centro dell’attenzione l’uomo, soggetto a trasformazioni epocali. “Deve formarsi un nuovo tipo umano, dotato di una più profonda spiritualità, di una libertà e di una interiorità nuove”. Il pensiero di Romano Guardini costituisce il cuore anche dell’enciclica Laudato si’, avendo ispirato il capitolo terzo sulla radice umana della crisi ecologica, da cui scaturisce la proposta di una “ecologia integrale”. Il giudizio del messaggio sull’Intelligenza artificiale, come quello del precedente per la Giornata della pace, è realistico, perché sa cogliere le luci e le ombre, le opportunità e i pericoli dell’ IA, senza entusiasmi eccessivi e senza abbandonarsi al disorientamento e al timore. L’analisi dell’impatto tecnico, sociale e culturale offre spunti di grande interesse.

Pressante è l’invito a tutte le Nazioni perché si adotti «un trattato internazionale vincolante, che regoli lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale nelle sue molteplici forme», pur nella consapevolezza che le norme non sono sufficienti, perché la radice del problema è, ancora una volta, nel cuore dell’uomo: «a seconda dell’orientamento del cuore, ogni cosa nelle mani dell’uomo diventa opportunità o pericolo». Ecco allora l’invito, rivolto ad ognuno, «a crescere insieme, in umanità e come umanità. La sfida che ci è posta dinanzi è di fare un salto di qualità per essere all’altezza di una società complessa, multietnica, pluralista, multireligiosa e multiculturale. Sta a noi interrogarci sullo sviluppo teorico e sull’uso pratico di questi nuovi strumenti di comunicazione e di conoscenza».

Il Messaggio ci ricorda che «la risposta non è scritta, dipende da noi. Spetta all’uomo decidere se diventare cibo per gli algoritmi oppure nutrire di libertà il proprio cuore, senza il quale non si cresce nella sapienza». Per questo ciò che conta è acquisire la sapienza del cuore, «quella virtù che ci permette di tessere insieme il tutto e le parti, le decisioni e le loro conseguenze, le altezze e le fragilità, il passato e il futuro, l’io e il noi». Una virtù da coltivare e da accogliere come «dono dello Spirito Santo, che permette di vedere le cose con gli occhi di Dio, di comprendere i nessi, le situazioni, gli avvenimenti e di scoprirne il senso». «In quest’epoca che rischia di essere ricca di tecnica e povera di umanità, solo dotandoci di uno sguardo spirituale, solo recuperando una sapienza del cuore, possiamo leggere e interpretare la novità del nostro tempo e riscoprire la via per una comunicazione pienamente umana».

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