giovedì 28 dicembre 2023
Dal Convegno organizzato dal Servizio Informativo della Cei (SiCei) una finestra aperta sui numerosi servizi digitali a servizio delle diocesi e delle parrocchie italiane
undefined

undefined - undefined

COMMENTA E CONDIVIDI

«Costruiamo insieme l’evoluzione digitale delle nostre comunità» è stato il tema del convegno nazionale sui servizi informatici delle diocesi italiane. A fine novembre 2023 al Carpegna Palace di Roma, grande partecipazione arricchita da contributi di elevata qualità che hanno conferito un notevole valore all’evento. Con 307 ospiti in presenza e 233 registrati online - con punte di oltre 400 persone collegate online durante la diretta streaming. Oltre 150 le diocesi italiane presenti, non avveniva - causa anche pandemia - da oltre sei anni: economi, incaricati per i beni culturali ecclesiastici, le comunicazioni sociali, informatici, promotori per il sostegno economico alla chiesa, collaboratori e relatori, tutti riuniti per un rinnovato impegno nell’evangelizzazione, nella comunicazione dei valori e negli adempimenti amministrativi attraverso il digitale.

I lavori del convegno sono stati aperti dal sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana don Gianluca Marchetti che ha voluto sottolineare e rafforzare l’impegno della Chiesa e in particolare della Cei nel mondo digitale. Oggi la comunicazione e i canali di comunicazione, le tecnologie, hanno per la Chiesa e per le diocesi un carattere missionario.

Il primo pomeriggio, presentati tutti i principali servizi messi a disposizione della Cei per le diocesi e le parrocchie. Ci si è focalizzati sui servizi amministrativi e gestionali con al centro l’ecosistema UniSidi, che copre tutte le funzioni degli Uffici di Curia. “La dimensione cloud della collaborazione quotidiana tra parrocchia e diocesi”. Lo ha detto Giovanni Silvestri, responsabile del Servizio informatico della Cei, evidenziando l’importanza del sistema Unio che permette alle parrocchie di gestire tutti gli adempimenti e pratiche, restando in contatto costante con la diocesi. In un contesto di grandi trasformazioni, la parrocchia è ancora luogo di aggregazione e rete stabile di rapporti. La chiesa comunica quando la parrocchia è comunicante e luogo di comunicazione.

La seconda giornata, interamente dedicata ai servizi per la comunicazione diocesana e parrocchiale. Dopo una panoramica sulla presenza delle diocesi e delle parrocchie in rete e sui principali social network, un lungo spazio dedicato al progetto federato WebDiocesi, il sempre più richiesto orarimesse.it, un vero e proprio atlante web nazionale delle parrocchie con gli orari delle messe; le app Diocesane e le principali soluzioni per favorire la digitalizzazione dei Settimanali diocesani.

La giornata si è conclusa con una partecipatissima tavola rotonda su “Le comunità ecclesiali e la comunicazione digitale” moderata dal giornalista Fabio Bolzetta (Associazione WebCattolici), che ha parlato di algoritmi, comunità, intelligenze artificiali, media digitali e costruzione delle relazioni sociali, percorsi di impegno tra web e social network.

Il portale Beweb, con gli speaker Vincenzo Corrado direttore Ufficio comunicazioni sociali della Cei, Rita Marchetti (Università di Perugia), Marco Centorrino (Università di Messina), Angelo Romeo (Università G. Marconi di Roma), don Luca Franceschini direttore Ufficio BCE della Cei, Paul Weston referente scientifico progetti Archivi e Biblioteche Cei e Andrea Tomasi (Università di Pisa).

L’ultima mattinata è stata completamente orientata ad esporre i servizi informatici per i Beni culturali ecclesiastici. Attese le tematiche su GIS (Geographical Information System) e cartografia digitale. Oggi il portale Beweb ha censito e catalogato su 226 diocesi e 2.342 istituti culturali oltre 12 milioni di beni delle varie tipologie.

Il convegno è stato un vivace scambio di idee e incontri profondi, in cui si è sottolineata la necessità di affrontare le sfide tecnologiche in modo responsabile, consapevoli delle opportunità, nonostante le insidie contraddittorie. Citando papa Francesco «Sappiamo che mai il virtuale potrà sostituire la bellezza degli incontri a tu per tu. Ma il mondo digitale è abitato e va abitato da cristiani».

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: