giovedì 1 febbraio 2024
La commovente vicenda di Isabel e Angelica, l'imprevedibile intreccio di due scelte, i bambini affidati alla libertà di amare ritrovata grazie all'incontro con chi è stato capace di star loro vicino
Isabel con il suo bambino

Isabel con il suo bambino

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Qualche anno fa il nostro Cav ha potuto aiutare a venire alla vita un bambino, e poco tempo dopo una bambina, facendo intrecciare le storie dello loro giovanissime madri, entrambe ragazze madri single. Dapprima si è rivolta al nostro Centro Isabel, una bellissima diciottenne che grazie a Progetto Gemma ha coraggiosamente accolto la vita; un anno e mezzo più tardi siamo venuti a conoscenza del caso di Angelica, studentessa liceale diciasettenne, rimasta incinta, il certificato di Ivg già tra le mani, e che noi del Cav non sapevamo come invitare per un colloquio al fine di poter parlare al suo cuore. La madre di un’amica e compagna di classe di Angelica ci disse che la ragazza si era decisa a interrompere la gravidanza dopo aver parlato con i genitori adottivi, che le avevano lasciato piena libertà.

Abbiamo capito subito che non c’era tempo da perdere e che l’aggancio giusto poteva essere solo la sua amica di scuola. Dopo aver tanto pregato ci è giunta una illuminazione: dare alla nostra “informatrice” il nostro volantino «Non sei sola» con i contatti e il libretto Vita umana prima meraviglia da far vedere ad Angelica. Ancora però ci sembrava poco. Così ho chiesto a Isabel di scrivere una letterina da dare a questa sua coetanea che lei nemmeno conosceva ma che desiderava tanto aiutare (forse per sdebitarsi di esser stata incoraggiata a dire “sì” alla vita) e prontamente l’ha scritta. Il lunedì mattina la lettera, assieme al resto, è stata infilata dall’amica nello zaino di Angelica. E lei, che aveva fissato l’interruzione tre giorni dopo, grazie a Dio non si è presentata all’appuntamento ma ha tenuto la sua bellissima bimba che ha dato alla luce circa 8 mesi più tardi. E che ha voluto chiamare Isabella.

Ecco la lettera che ci ha aiutati a salvare la piccola e preziosa vita di Isabella: «Cara amica, sono venuta a conoscenza del tuo caso tramite il Centro aiuto alla Vita di Campodarsego che mi ha accolta tempo fa per darmi una mano. Sono una tua coetanea, e se ti scrivo è per farti sapere che ho vissuto ciò che stai vivendo tu. Anche se tutto ora ti sembra brutto, devi farti forza perché io ora sono contenta di aver dato la vita al mio amore. E se oggi ho la forza di vivere è proprio grazie al mio bimbo. Pensaci bene, perché poi non puoi più tornare indietro. Dare la vita alla tua creatura è la cosa più bella che tu possa fare. E se deciderai di tenerlo, quando lo sentirai muovere dentro di te ti passerà tutto. Lui ti darà la forza di vivere, credimi».

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