Fraidy e la battaglia contro i matrimoni forzati negli Stati Uniti
giovedì 23 giugno 2022

Per combattere un nemico bisogna prima essere consapevoli che esiste. E pochi, negli Stati Uniti, sanno che i matrimoni precoci e quelli forzati o combinati non sono esclusiva dei Paesi poco sviluppati, ma accadono sotto i loro occhi, ogni giorno. Fraidy Reiss è una "sopravvissuta" a un matrimonio non voluto: ebrea ortodossa, a 19 anni è stata costretta a unirsi a un uomo che non conosceva. Dopo 12 anni di abusi da parte di un marito violento ma protetto dalla comunità e due figli concepiti "senza consenso", dopo aver studiato di nascosto e aver trovato un lavoro come reporter, Fraidy ha ottenuto il divorzio e da allora è stata considerata morta dalla famiglia.

Oggi combatte perché negli Stati Uniti cessi questo scandalo sconosciuto ai più. Caschetto di capelli corti neri, una predilezione per i rossetti carminio, parlantina veloce come si addice a una newyorchese, Fraidy Reiss racconta che grazie alla tenace azione di lobby dell'associazione che ha fondato nel 2011, "Unchained at last" (Infine senza catene), 6 Stati americani nell'ultimo quinquennio hanno alzato a 18 anni l'età minima per sposarsi. In altri 44 Stati i matrimoni minorili restano legali, a partire da 16, 15 o anche 14 anni. In 10 di questi Stati, tra i quali California e Massachussetts, non c'è nemmeno un'età minima.

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«Dai nostri studi – racconta Fraidy ad Avvenire in una conversazione su Zoom – risulta che almeno 300mila minorenni si sono legalmente sposati negli Stati Uniti tra il 2000 il 2018. Per il 90 per cento sono ragazze. Le ragioni? Prima di tutto una gravidanza. A costringere le giovanissime a sposarsi sono i genitori e molto spesso il futuro padre che così evita l'accusa di crimine sessuale. La seconda causa di matrimoni precoci e forzati è la prospettiva della cittadinanza americana: per le leggi sull'immigrazione, si può fare domanda per ricongiungersi con un genitore a 21 anni, mentre per chiedere un visto di ingresso negli Usa per un marito o un fidanzato non c'è limite minimo di età. Abbiamo casi di bambine di 4 anni che fanno domanda di ricongiungimento dall'estero con uno sposo di 30».

Altri casi frequenti riguardano persone omosessuali, costrette dai genitori a nascondersi dietro un matrimonio "perbene". Il primo obiettivo di "Unchained at last" resta quello di cambiare la legislazione degli Stati per far alzare l'età minima per sposarsi. «Il difficile del nostro lavoro – confessa Fraidy, che comunque non ha l'aria di una che si arrende facilmente – è anche convincere gli americani che questo non è il Paese più bello del mondo. In questi 11 anni abbiamo aiutato 800 ragazze a scappare da un matrimonio forzato». L'associazione gestisce linee telefoniche di soccorso, garantisce consulenza psicologica e legale gratuita, offre rifugi protetti nei casi più estremi e organizza iniziative di sensibilizzazione e di lobbying nei singoli Stati dell'Unione.

Fraidy si commuove a raccontare di Alicia, una delle prime giovani salvate dalla sua associazione. «La sua storia è molto simile alla mia: la comunità religiosa cui apparteneva l'aveva costretta a sposarsi con un uomo che non amava. Dopo anni, grazie al nostro appoggio, è riuscita a sottrarsi a quella prigione che era la sua casa con i due figli e solo allora ha dichiarato al mondo la sua omosessualità. Il destino, però, si è accanito: Alicia è morta di cancro al seno. Ma è morta libera». Senza più catene.

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