mercoledì 8 novembre 2017
Mentre scrivo il flusso di informazioni si va estinguendo, ma frattanto si sono accumulati in Rete, tramite i grandi mezzi d'informazione, tutti i dettagli intorno alla strage compiuta domenica nella First Baptist Church di Sutherland Springs, in Texas. Quante e chi sono le vittime, quanti anni aveva l'assassino, come era bardato e quante armi aveva con sé, come è entrato nella chiesa e come ne è fuggito, come è morto, perché lo ha fatto, che paese è Sutherland Springs. Con un'ampia pagina online ( tinyurl.com/y764c3ta ) e un'intera cartacea questo giornale ha fatto largamente la sua parte: la circostanza che la tragedia si sia consumata all'interno di una comunità cristiana riunita in preghiera nel giorno del Signore aggiunge domande a domande.
Mi lascio guidare da una fonte della prima ora che allude - pensando alle indagini - alle registrazioni video dei culti postate abitualmente sul sito di quella piccolissima comunità, e rapidamente lo raggiungo ( tinyurl.com/y8277p2k ), come hanno già fatto molti colleghi americani. Non reca alcuna traccia dell'accaduto, che sulla parallela pagina Facebook può essere dedotto solo dal tenore dei numerosi commenti all'ultimo post (datato 1 novembre). Così la Rete ci consegna lo straziante flashback di ciò che è stato spezzato. Domenica 29 ottobre la comunità ascolta un sermone sul capitolo 3 del Libro dei Proverbi, intitolato «Non ti serve una bici a rotelle, ti serve Cristo!»; davanti al pulpito, una fiammante Harley Davidson. ( tinyurl.com/y8cmsmpz ). Il 31 ottobre c'è la Festa d'autunno: giochi, banchetti, premi e bambini mascherati nelle 20 foto postate sul social network. Forse il webmaster è il pastore stesso, Frank Pomeroy, che nella strage ha perso, con gli altri membri della comunità, anche la figlia quattordicenne, e l'ultimo dei suoi pensieri, oggi, è aggiornare il sito. Forse era una delle vittime, e non c'è nessun altro che conosce la password di accesso.
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