Salterio a New York
sabato 4 settembre 2021
Ai credenti abituali la parola di Dio spesso non causa più un sano scandalo, un vigoroso sussulto di fronte alla novità di una comunicazione che Dio fa di sé stesso attraverso le categorie umane del vivere, del morire, dell'arrabbiarsi, del rappacificarsi, del chiedere, del pretendere… Poi arriva un umorista inglese e ci svela qualcosa della Bibbia, che spesso avevamo trascurato. Verso la conclusione del suo ritratto autobiografico mediante l'espediente di parlare di Padre Joe (Mondadori), il religioso che lo ha accompagnato tutta la vita, Tony Hendra parla con vivacità e brillantezza di cosa è diventato per lui il Salterio: «Quando ero bambino, i Salmi mi erano sempre sembrati solo lunghe preghiere che qualche volta assurgevano a grande poesia, ma che, perlopiù, andavano sopportate; per un uomo di mezz'età, invece, gli umori e le sensazioni dei salmisti prendevano vita». Sentite come: «Una delle voci suonava parecchio simile a quella di un newyorkese moderno, che potevo essere io o gente che conoscevo: il genere maniaco-depressivo che qualche volta si sentiva su, più sovente giù, certe volte rassegnato, certe volte arrabbiato, che si sfogava contro i nemici subdoli e gli amici senza scrupoli, sempre a lagnarsi con il Signore della schifosa mano di carte che gli era stata servita».
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