Parola chiara: per "fuori" e per "dentro"
domenica 13 gennaio 2008
«Sì, sì, no, no!» Due idee: sbagliato ridurle ad una sola. Ma ci provano parecchi, a proposito dei "valori non negoziabili" e sorprende che, per dirla con S. Paolo (2 Cor. 7, 5) siano «da fuori e da dentro». Da fuori la vistosa tendenza a strumentalizzare a senso unico, strillando p. es. che Chiesa e Papa si sono messi "al seguito" della moratoria proposta e guidata da Giuliano Ferrara e accumulando accuse: «Attacco vaticano», «Anatema alle donne», «Oscurantismo che fa risorgere le mammane»! Le pagine? Quasi tutte: con più o meno acidità "Liberazione", "Manifesto", "Unità", "Repubblica", "Stampa", "Corsera" ecc., e qualche spicciolo anche su "Europa". E da fuori non manca anche chi arruola Papa e Vaticano nelle file del centrodestra esaltandolo come "alleato" di comodo. Perciò se il Papa parla come ogni anno dei problemi di Roma e del Lazio si applaude in prima pagina alla "sconfessione vaticana" del Sindaco e delle due Giunte. Venerdì il brutto gioco ha provocato la forte puntualizzazione della Santa Sede. E "da dentro"? Capita di leggere ("Unità", 10/1, p. 8) chi si dichiara cattolico doc, ma rimbrotta chi sta con la Cei e con il Papa e proclama dal Parlamento o da un ospedale che un cattolico che in coscienza segue «l'etica della convinzione» sbaglia, e dovrebbe seguire invece «l'etica della responsabilità», come fa lui in nome di una sbandierata "laicità" che serve a scavalcare proprio quei "valori non negoziabili" della coscienza adulta cristiana e cattolica, e condivisi anche da molti "laici non laicisti". Ma la responsabilità può essere "non convinta" e "incosciente"?
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