Non sense e follie assortite tra tragedie e tabù (per sorridere)
martedì 13 gennaio 2015
“ItaliaOggi” (7/1, p. 8): «Il Papa vuol cambiare la Chiesa per adattarla ad un post-cristianesimo dilagante». In un bignamino di 2000 anni di Chiesa, al fine di «non perdere la capacità di essere mater et magistra», la Chiesa guidata da Francesco sarebbe «silenziosa» sulla fede e deve «battezzare come cristiani i valori e i progetti della postmodernità… senza… conversioni e catechismi». Azzardo opposto sul “Fatto” (11/1, p. 19): «L'Europa ha un solo leader che possa scongiurare il nuovo terrore: Francesco». «Leader» d'Europa: titolo giusto per il vescovo di Roma, successore di Pietro? Su “Repubblica” invece (11/1, p. 35) Roberto Saviano sul dramma di Parigi inizia con «Arrivederci alla prossima strage», avvertendo che «ricatto e paura sono gli strumenti con cui si sta distruggendo la libertà di espressione». Sì, ma prima, molto prima, e di nuovo dopo Parigi, si susseguono stragi contro la libertà di religione, specialmente cristiana, ma non spaventano, perciò ieri (“Fatto”, p. 7) leggi che «Le religioni – ndr, al plurale, e vale per tutte – coltivano pericoli pazzeschi». Stessi toni e stesse affermazioni, sempre ieri, in prima del “Corsera”. La tendenza però è diffusa: come se nel nostro immediato passato (Urss, Est Europa, Cambogia, Cina, ecc…) e proprio in nome della negazione di ogni religione non ci siano stati milioni di vittime. Trascurate allora e spesso, se si tratta di negare la fede cristiana, anche oggi. Per concludere qualche “non sense” da buonumore: ieri leggi che dicendo alle mamme «Allattate i bimbi in Chiesa», «Il papa rompe l'ultimo tabù» (“Repubblica”). Domanda: qual era il penultimo? E finiamo con fonte ecclesiastica illustre: la crisi attuale della Chiesa sarebbe colpa della sua «eccessiva femminilizzazione» (sic!) Sorridi, se puoi.
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