martedì 30 luglio 2019
Si dice sempre che occorre dare spazio ai giovani bravi. Ecco: questa è la storia di una canzone del 2019, scritta da un autore ventenne, Manuel Finotti, e interpretata con non poco coraggio da una quasi-debuttante di 19 anni, Carmen Ferreri, nel suo secondo album. Il brano non ha avuto gli spazi (radiofonici, televisivi…) che avrebbe meritato, ma almeno leggerlo bisogna: anzi si deve. Il tema è il femminicidio, raccontato da una madre, la vittima, alla figlia. E lo svolgimento crediamo parli da solo. «T'ho aspettato con la luce accesa, so che hai paura del buio; e se non hai mangiato da stamattina, in cucina ho lasciato la cena… Ma cosa c'è rimasto da dirci, se poi vai con la prima che incontri e non riesci più a guardarmi? Cosa c'eravamo promessi, quel giorno sotto casa mia? Nemmeno te lo ricordi… Sulla mia faccia c'è stampata la tua mano, alla fine è sempre colpa mia; e ho provato a cambiare mille volte lavoro, ma non bastava mai per la tua gelosia… Se t'avessi detto almeno una volta quello che penso, forse, mi sarei salvata: l'amore vero non è la tua assurda ossessione… Eri la mia notte di Natale, la frase da dire a bassa voce… Possibile che non ti accorgi, che questo non è amore? … Figlia mia stai bene attenta, a chi affidi i tuoi sorrisi migliori».
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