sabato 14 agosto 2021
Pierluigi Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, spesso parla della necessità di avere «uno sguardo ferito» sul mondo. Uno sguardo che si lascia avvolgere dal dolore della storia e dal pianto degli uomini, che ridimensiona i propri problemi e al contempo solidarizza con chi veramente soffre il dolore dei giorni.
Anche la fede in Dio può essere ferita. Con questa caratteristica l'americano Colum McCann definisce il credere di uno dei protagonisti del suo romanzo Questo bacio vada al mondo intero (Rizzoli), un prete di strada che assiste prostitute e balordi nella New York feroce dei nostri giorni. Ascoltiamo quello che dice di questo prete un personaggio del romanzo: «Una volta Corrigan mi ha detto che non esiste fede migliore di una fede ferita, e io a volte mi chiedo se non fosse proprio questo ciò che faceva tutto il tempo: cercare di ferire la propria fede per poterla mettere alla prova».
Scegliere una fede ferita significa mettere il nostro credo alla prova dei fatti del mondo. Altrove nel romanzo, Corrigan, il personaggio "religioso" di McCann, cerca «un Dio credibile nel sudiciume del mondo». La nostra fede sarà eloquente per il mondo se si sarà lasciata ferire dalle tragedie della storia. La speranza cristiana sarà autentica se non fuggirà di fronte alle domande di chi soffre.
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