sabato 2 dicembre 2017
Aiutare l'Africa? È un gioco da ragazzi. Larissa, 10 anni, spiega che può bastare un puzzle: «Se lo vendi a 5 euro, si può comprare il cibo per una famiglia per tanti giorni». Per far nascere un bambino sano da madre sieropositiva servono invece 500 euro, bisogna aggiungere «tutti i giochi che abbiamo raccolto nella mia scuola». «L'Aids – dice – è una malattia bruttissima, ma in Europa ti danno le medicine anche se sei povero, in Africa muori».
Ai bambini delle Scuole della Pace della Comunità di Sant'Egidio l'hanno spiegato alcuni amici più grandi che d'estate partono per l'Africa. Grazie a quest'alleanza eurafricana, Paesi come il Malawi sono diventati noti nelle scuole e parrocchie che aderiscono al Rigiocattolo, un'iniziativa che Sant'Egidio propone dal 1998. Il 16-17 dicembre Larissa sarà in piazza San Carlo al Corso a Milano (ore 9-19). La stessa iniziativa si svolgerà in tante coloratissime piazze italiane ed europee (www.santegidio.org). Ingredienti comuni: ecologia, giovani e solidarietà. Spiega Angelo: «Abbiamo fatto il giro di tutta la scuola per dire ai bambini di portare i giochi che non usavano più». Il principio è semplice: basta un semplice ritocco e un vecchio giocattolo può diventare un regalo ecologico e solidale. «Li abbiamo divisi – riprende Angelo – tra giochi in scatola, peluches e quelli per bambini piccoli, e ora li venderemo». L'intero ricavato finanzierà il Programma Dream, con cui Sant'Egidio combatte l'Aids in dieci Paesi dell'Africa subsahariana.
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