La Germania post-bellica di Knef, libera e coraggiosa
venerdì 15 aprile 2022
Un'ottima produttrice di dvd di vecchi film ha editato Gli assassini sono tra noi, un film tedesco del 1946 dal titolo molto chiaro, coevo di Germania anno zero, diretto da Wolfgang Staudte, un regista che sapeva quel che faceva. Il cinema tedesco dell'immediato dopoguerra era come sopraffatto dal passato nazista, e i suoi registi migliori, che passarono a volte da Est a Ovest senza farsene scrupolo, vollero riflettere sugli orrori e le colpe che li avevano coinvolti, che avevano coinvolto tutto il paese. Prima del 1932, c'era pur stata la repubblica di Weimar, e al suo interno una straordinaria fioritura del cinema, del teatro, della letteratura, c'erano stati i Reinhardt e i Brecht, i Toller e i fratelli Mann, i Lang e i Pabst e cento altri grandi artisti che qualche segno l'avevano lasciato, e sotto le ceneri del nazismo qualcosa era sopravvissuto. Autore di un altro film importante, Storia di un disertore, negli anni di Adenauer e del "miracolo tedesco", Staudte in Gli assassini sono tra noi raccontò la coabitazione forzata, tra le macerie di Berlino, di una ragazza che per le sue idee era stata nel lager e di un reduce nevrotico, che aveva partecipato suo malgrado al massacro di popolazioni civili. Egli ritrova il suo capo di allora, diventato un industrialotto borghese e soddisfatto la cui fabbrica tramuta in pentole gli elmetti dei soldati, e vorrebbe ucciderlo, ma infine desiste, grazie all'amore per la ragazza. Che è interpretata da una ragazza di grandi qualità, la giovane Hildegarde Knef (interprete più tardi di qualche bel film americano e di due o tre sciocchezze italiane, col cognome cambiato in Neff). Bella e brava, nata nel '25 e morta nel 2002, fu anche una grande cantante, nella scia della Dietrich e, più vagamente e dolcemente, di Zarah Leander. e fu a Broadway, al fianco di Don Ameche, la celebrata protagonista di Silk Stockings, "calze di seta", la versione musical di Ninotchka di Lubitsch (ma nel film che ne fu tratto, La bella di Mosca, c'erano Cyd Charisse e Fred Astaire). La Knef fu qualcosa di più che cantante e attrice, fu un grande personaggio della cultura popolare tedesca, e scrisse un libro di memorie irriverente e vivace, Grazie di cuore (Longanesi 1973). Nella cultura tedesca del dopoguerra, un personaggio quasi mitico di donna libera e coraggiosa.
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