L'umanità avanza a fatica perché l'odio fa da zavorra
sabato 19 gennaio 2019
Scrivere per un giornale oggi quando il mondo giovane si accontenta di seguire le notizie che gli interessano dal computer personale, che si può mettere a tacere se la notizia non piace? Scrivere per un mondo adulto dove la maggioranza, dato il momento economico incerto, si accontenta delle notizie che distribuisce la televisione, non invita certo chi fa questo lavoro a riempire anche il piccolo spazio che gli è stato assegnato. Resta allora la ricerca della ragione che ci spinge a stendere ogni settimana queste poche righe se non fosse l'idea che ognuno di noi ha un compito da portare a termine negli anni della propria vita: l'aiuto a rendere lo spazio che ci è stato dato sulla terra per migliorare il suo viaggio nel tempo. Un pittore di fantasia potrebbe immaginare una folla immensa di anime che spinge questa sfera verso la sua fine di fuoco finché verrà spenta e non resteranno che gli angeli dal profilo di stelle. Potrebbe essere una storia da raccontare a un bambino che alla sera non vuole dormire e davvero si avvicinerebbe alla realtà più di quello che vorremmo. Gridiamo di giorno, distruggiamo, uccidiamo, finanziamo le guerre tra poveri, poi basta che la luce del sole sparisca dall'orizzonte e siamo già stanchi, abbiamo bisogno di chiudere gli occhi e riposare. Com'è breve il tempo dell'ira e della vendetta, esse hanno necessità di qualche ora di riposo per essere ancora una volta presenti e forti. Pensare questo dovrebbe dare a ognuno la misura della fragilità del mondo umano e aiutarci a costruire un modo di vivere più sereno, piacevole, positivo, dove trovare maggiore spazio per l'intelligenza, la fantasia, le scoperte, l'innovazione. Mentre le nostre armi distruggono antiche bellezze, c'è chi scava con pazienza per dare un nome a vecchi reperti, vittime di altre nostre rivalità e visti così dall'alto potremmo sembrare dei folli che costruiscono per distruggere, che studiano e scrivono per essere poi dimenticati e lasciati morire nel tempo. Con un tale ritmo non ci rendiamo conto di perdere anni e secoli di progresso, di innovazioni, di invenzioni di cui il nostro spirito è ricco e coraggioso ricercatore. Penso a qualche animo particolarmente dotato che vede sparire davanti a sé condizioni positive per migliorare la vita dell'umanità, quale deve essere la sua sofferenza e l'umiliazione di non riuscire a farsi comprendere e aiutare nella sua scoperta. Vedo come certe strade di studio che potrebbero migliorare la nostra vita debbano cedere davanti alle richieste di denaro necessario per fornire armi di difesa. L'umanità va avanti con immensa fatica trascinando rivalità, odio, vanità e prepotenza. Per nostra fortuna nel silenzio ci sono state altre strade, a volte percorse da piedi scalzi, dove il coraggio è stato più forte della pena, la fede del dolore, che ora cercano di avere una voce più forte per chiedere giustizia e verità.
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