L’addio a Berlusconi stravolge il palinsesto
mercoledì 14 giugno 2023
La programmazione televisiva di lunedì è stata stravolta dalla notizia della morte di Silvio Berlusconi. Intorno alle 10,30 sono iniziate su quasi tutte le reti le edizioni straordinarie dei telegiornali, che poi si sono trasformate in vere e proprie maratone con il bisogno di bruciare tutto e subito, ma anche di «beatificare». Succede da tempo, non solo per i personaggi politici, anche per gli attori e i cantanti a cui vengono riservate esposizioni in prestigiosi luoghi pubblici e cortei funebri per le strade delle città seguiti passo passo dalle telecamere. Senza nulla togliere al merito delle persone a cui viene riservato questo trattamento, non si può negare che, grazie proprio al ruolo determinante della tv, si rischi una sorta di mitizzazione del personaggio. Al di là di questo, se poteva essere scontato che le emittenti Mediaset si listassero a lutto per la morte del proprio patron e buttassero all’aria i palinsesti eliminando pure la pubblicità (che delle reti private è stata la fortuna), un po’ meno scontate potevano essere ad esempio le dodici ore circa che Rai 1 e Tg1 hanno dedicato al ricordo dell’ex presidente del Consiglio. Tra l’altro, sull’aspetto particolare che qui maggiormente ci interessa, ovvero su ciò che Berlusconi ha rappresentato per la televisione italiana, è emerso nei vari commenti soprattutto il ruolo innovativo delle sue emittenti, che per certi versi è fuori discussione, senza però dimenticare che queste stesse emittenti, con programmi tutt’ora di successo in termini d’ascolto come il Grande fratello, L’isola dei famosi o Temptation island, hanno contribuito all’abbassamento del livello culturale del nostro Paese, mentre con altri programmi, ovviamente molto più seri, come il Maurizio Costanzo show, andato in onda per lungo tempo, sera dopo sera, hanno contribuito alla diffusione di un pensiero laicista. © riproduzione riservata
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