Il Paese delle famiglie fondato sulla tavola
domenica 25 gennaio 2015
«Maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone! Io me te magno...» L'Italia di Alberto Sordi è tornata, o forse non se n'era mai andata. Quando parliamo di lavoro e conti pubblici, pensioni o istruzione, siamo pronti a giurare che saremo più tedeschi e più inglesi, anche americani e un po' francesi... Esterofili, ma solo a parole, giacché nei momenti difficili torniamo ad essere il Belpaese fondato sulla tavola, vero «momento unificante». Lo definisce così la Coldiretti, segnalando che «2,5 milioni di famiglie italiane fanno insieme tutti e tre i pasti per tutti sette i giorni della settimana». Le digressioni, se pronunciate in altri contesti, farebbero storcere il naso ai difensori dei diritti civili, ma qui si parla di dieta e il rinascimento della famiglia tradizionale non ha toni ideologici. Infatti, secondo la ricerca, la tavola torna ad essere «momento rituale» capace di riunire milioni di famiglie (10,6 se si considera un solo pasto in comune ogni giorno), rilevate escludendo i nuclei «unipersonali».Il momento conviviale viene letto come un «rafforzamento» dell'istituto familiare, in quanto il cibo offre un «supporto psicologico» anche «di fronte alle crisi relazionali»; pure la situazione economica del Paese ha il suo peso e la Coldiretti non lo sottace, ma conferma che fast food e apericene non ci hanno cambiati, non sono bastati la crisi né «la destrutturazione dei pasti, gli impegni di lavoro, la relazionalità extrafamiliare degli adolescenti»... Questo Paese, insomma, preferisce ancora il misero desco dell'Albero degli zoccoli alla tavolata delle Fate ignoranti, che imbandisce solitudini.
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