sabato 5 marzo 2022
Chi di noi da bambino non ha sognato di avere una casa sull'albero? Un nido, una tana, un rifugio dove sentirsi al sicuro da incombenze insopportabili, rimproveri e pericoli? E chi, da adulto, oggi non sogna di avere il suo equivalente, un luogo (fisico, dell'anima) dove rifugiarsi da un ambiente di lavoro opprimente, dal ritmo insopportabile della città, dallo stress, da troppi doveri privi di senso? Dal Covid e dalla guerra? E allora beato sia Ronn Moss, attore e cantante, 70 anni, che si rifugia nella sua masseria in Puglia. Lo incontra Chiara Maffioletti ("Corriere", 4/3): «Ora posso passare più tempo a vivere la vita come voglio. Una vita bellissima con amore, musica, film, amore, vino e la stupenda Puglia, che è ormai la mia seconda casa». Avviso agli under 40: Ronn Moss fu l'ineguagliabile Ridge, il bellone di "Beautiful".
Non disponiamo di masserie? Ci si può dirottare a Stramare, «Il borgo di cinque abitanti che vuole salvarsi con i soldi dell'Europa» (titolo di "Repubblica", 17/2), che ad onta del nome è un pugno di case di mezza montagna sotto il Grappa, in provincia di Belluno. Scrive l'inviata Brunella Giovara: «Si arriva e si annusa l'aria, odore di stufa accesa», l'esatto contrario di chi scende dal treno alla Centrale di Milano dove finalmente ha trovato lavoro. «Uno di quei borghi dove si dice di slancio "che pace, sarebbe bello vivere qui"».
Poi c'è chi sulla casa sull'albero c'è andato a vivere davvero. Si chiama Gabriele Ghio, ha 41 anni e Paolo Rodari ("Repubblica", 4/3) è andato a trovarlo in cima al suo ciliegio in un bosco nel nord Italia. Ha pubblicato un libro con la sua storia. Ogni mattina scende, raggiunge a piedi la strada, sale in macchina, va a lavorare in città e a sera fa il percorso inverso. Bello! Ma molto essenziale. I bisogni? Nel bosco. La doccia? Acqua piovana fredda, anche in inverno. «C'è chi vorrebbe vivere come vivo io, ma per molti il cambiamento è troppo forte». Bisognerebbe tornare bambini, forse.
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