giovedì 12 settembre 2019
In giro ci sono canzoni piccoline, di cui nel frastuono del mondo quasi non si sente il respiro, e che però sanno dire la vita. Sono spesso canzoni di irregolari, come quelle dell'avvocato Peppe Fonte: uno che decise di fare "anche" il cantautore dopo aver incontrato Piero Ciampi. Ma credete, è bello conoscere certe sue canzoni: certo minime e nascoste, e però persino capaci di dirci, ad esempio, cosa sognano i nostri figli. Nonché cosa rischiamo noi, se – mentre sono ancora bambini e foss'anche solo per distrazione – un brutto giorno ci dimenticassimo di dir loro una parola, far loro una carezza, essergli accanto. «I sogni dei figli sono case di soldi senza fatica, vestiti uguali agli altri, scelte senza pericolo; sono un giornale senza la pagina della morte, mulini intorno alle case, mani accanto al telefono... I sogni dei figli la notte volano nel fumo d'una sigaretta inutile: affogati all'alba di un Negroni sbagliato, dipinti sul muro come l'ombra di una macchia nel buio, scendono sulla terra, giocano alla guerra, si lasciano e non si discutono mai. ...Ma i sogni dei figli cambiano! Confusi dalla fine dei giochi... Offesi dai fatti dei grandi... Dalle stupide assenze... E dalle parole che non si sentono più».
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