I romani innovano Contro il declino
sabato 11 luglio 2020
Se nell'immaginario collettivo il romano è sempre indolente e intimamente conservatore, come nelle splendide maschere di Aldo Fabrizi, la realtà delle statistiche ci restituisce oggi un quadro molto diverso. A sorpresa una serie di dati - poco conosciuti - rivelano che negli ultimi anni i cittadini romani hanno messo in campo una notevole capacità d'innovazione nei due ambiti trainanti dello sviluppo economico e sociale del prossimo futuro: il "verde" della sostenibilità e il "blu" dell'innovazione digitale, per citare Luciano Floridi.
In ambito "verde", il dato più sorprendente emerge dall'ultimo focus Anfia sul mercato automobilistico in Italia: la provincia di Roma risulta essere la seconda a livello nazionale (dopo Trento) per numero di autoveicoli elettrici e ibridi immatricolati nei primi 4 mesi del 2020, superando Milano e le altre grandi città del Nord. Al tempo stesso, su un altro versante, il sistema Roma occupa oggi una posizione di rilievo in Italia nella classifica delle imprese e dei posti di lavoro legati a prodotti e tecnologie verdi.
Molto interessante è anche l'innovazione spontanea dei romani in ambito "blu", per esempio sul terreno della creazione di start up innovative. Secondo i dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalle Camere di Commercio, la Capitale si colloca attualmente al secondo posto in Italia subito dopo Milano, battendo aree del NordEst e del NordOvest ritenute normalmente più fertili per le attività d'impresa. Il dato non è casuale: nella Capitale c'è una presenza significativa di incubatori d'impresa, che potrebbe essere ulteriormente incentivata dall'amministrazione locale mettendo a disposizione immobili pubblici per costituire un "distretto dell'innovazione" che concentri fisicamente i protagonisti dell'ecosistema innovativo creando densità, sul modello del Fintech District di Milano. Sorprendenti sono anche le statistiche nel settore di frontiera della cybersecurity, dove l'imprenditoria romana conquista il primato nel nostro Paese.
Il più importante segnale di speranza contro il declino della Capitale, dunque, viene oggi dai comportamenti spontanei degli stessi cittadini romani che mostrano una capacità d'innovazione nettamente superiore a quella della loro amministrazione. A testimonianza del fatto che, giusto per sfatare un altro luogo comune, la cosiddetta "società civile" esiste anche a Roma. Ed è probabilmente in grado di generare una classe dirigente diffusa - dalla politica all'impresa, passando per il Terzo settore - assai migliore di quella che l'ha governata negli ultimi dieci anni.
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