Fra il dialogo di Calogero e la scienza di Geymonat
venerdì 11 novembre 2022
Sono un lettore profano, o per meglio dire non professionale, di filosofia. Ma d’altra parte che cosa sarebbe la filosofia se non ci fossero lettori profanamente non specialisti? L’onore secolare, millenario e anche moderno del filosofo è nel considerare sé stesso il diverso dallo specialista, cioè un pensatore che non si ferma davanti a nessun interrogativo, qualunque aspetto del mondo e della vita riguardi. Potrei dire di essere un filosofo in quanto critico letterario: e che cos’è la critica letteraria se non un ramo della filosofia morale applicata alla lettura di opere letterarie? Mi è capitato in questi giorni di leggere alcune pagine di due filosofi e storici della filosofia italiani appartenenti alla stessa generazione: Ludovico Geymonat (1908-1991) e Guido Calogero (1904-1986), entrambi antifascisti militanti, il primo nel Partito comunista, il secondo fondatore con Aldo Capitini del “liberal-socialismo”. Mentre Geymonat fu attratto dalla convivenza, soprattutto nel Novecento, della filosofia con le scienze positive e con i loro metodi di conoscenza, Calogero, studioso eminente di filosofia e logica greca, elaborò una sua “filosofia del dialogo”, in cui logica e morale interagiscono, perché per essere logici si deve scegliere moralmente di essere dialogici, cioè di capire gli altri e non ignorare le loro ragioni, la loro logica. Nel numero 61 appena uscito della rivista “Kamen” compaiono tre testi di Geymonat su scientificità, esperienza e insegnamento filosofico. Che c’è di più attuale e problematico per tutti? Le scienze cosiddette esatte e quantitative oggi ci stanno addosso più che mai, soprattutto nella loro versione correntemente banalizzata e acritica: si attribuiscono volgarmente alla scienza certezze stabili, univoche e indiscutibili anche quando gli scienziati sono i primi a riconoscerne la provvisorietà sperimentale. Ci danno i dati, ma non i criteri per scegliere cosa farne. Le scienze, poi, sono molte e non possono ignorarsi reciprocamente: per esempio sociologia e biologia, economia ed ecologia devono imparare a dialogare. Non so se Calogero e Geymonat abbiano mai dialogato. Purtroppo credo di no e questo è negli ultimi tempi un grave difetto dei filosofi: più che dialogare, se dissentono preferiscono ignorarsi.



Da liceale studiai sul manuale di Geymonat, che allora era molto innovativo; all’università seguii un appassionante corso di Calogero. Devo dire che se non ci fosse il dialogo di Calogero, diffiderei della scienza di Geymonat. © riproduzione riservata
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