sabato 14 marzo 2009
Pensieri in treno. La Freccia rossa, questo è il nome del nuovo tratto di treno che collega Napoli a Roma, Firenze, Milano, è davvero una freccia che fa sparire in velocità campagne, case, città e paesi e come cieca inghiotte l'aria senza rumore. Lasciamo in pochi attimi il Vesuvio alle nostre spalle con la pelle grinzosa e l'aria corrucciata perché inerme contro l'assalto del cemento che graffia le sue pareti e gli toglie quel fascino di un pericolo addormentato che potrebbe svegliarsi in qualunque momento. Gli uomini non lo rispettano più. Ora facciamo compagnia alla terra che gira perdendo di minuto in minuto la luce del sole che ha appena lasciato le cime dei piccoli tratti di bosco, delle serre che stendono sui prati lenzuola bianche per la nostra incapacità di aspettare il ciclo del tempo. Si corre troppo in fretta, si consumano i chilometri in pochi secondi e si entra nel buio delle gallerie e dall'altra parte è già notte. Le stelle hanno lasciato ai satelliti la guida della nostra vita e continuano il loro complesso danzare nell'universo perché hanno secoli di tempo. Viene fatto di pensare: poveri uomini che ogni tanto, dopo infinite fatiche, riescono a fare un piccolo salto per raggiungere un pianeta e sapere se davvero sono soli in questa immensità e perché. Noi che non possiamo stare in piedi più di dodici ore e abbiamo bisogno di stenderci, di chiudere gli occhi per non perdere la vita! Niente come questa necessità ci può dare la misura della nostra debolezza. Ma qualcosa ci salva ed è quel pizzico di eterno dentro di noi cui abbiamo dato nome diverso, a seconda delle religioni, delle credenze, delle speranze, che sa lavorare sui propri sogni e cambiarli in realtà possibili, in fatti attuabili. Obama sogna un'America più realista, più umana e forse più abbronzata, Putin al mattino si accorge di aver sognato Stalin, il Dalai Lama vede i suoi sogni sparire a ogni alba. Tutti abbiamo sogni più grandi della realtà in cui viviamo, ma sono la nostra forza, quella che ci permette di rischiare, di lavorare alle scoperte della scienze, di spenderci nell'avventura di quella politica alta che pensa solo al bene comune, che ci chiede di usare il nostro giorno come una moneta preziosa senza mai gettarla via. A nessuno è proibito il sogno quando è accompagnato dalla volontà e dal coraggio, dalla gioia che dà l'impegno e la speranza. In questa attitudine di desiderio di conoscenza e di volontà mi sono sembrati i giovani al convegno nazionale della Caritas a Pozzuoli quando hanno ascoltato gli attori che leggendo alcuni brani del video-libro, edito da L'Arcobaleno, davano vita alle parole di De Gasperi sul futuro d'Europa quando era ancora solo un sogno di pochi. Dobbiamo dare una mano a questi giovani di buona volontà. Sui loro sogni è il futuro di tutti.
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