venerdì 26 dicembre 2014
Non impicciarsi dei fatti altrui. Fingere di non vedere. Negare l’evidenza. Tacere e zittire chi vorrebbe parlare e denunciare un abuso. A Barenburg, per Masha la cittadina più noiosa al mondo, l’omertà è pane quotidiano. Nel quartiere abitato dai nonni, dove la tredicenne da anni trascorre annoiata le vacanze estive, tutto sembra perfettamente ordinato e a posto, ma in questa apparente calma non c’è nulla di autentico. La gente vive una vita monotona e di facciata, tenendosi convenientemente alla larga da qualsiasi situazione che potrebbe scalfirne la tranquillità. Eppure qualcosa che non va c’è: qualcosa di strano in Julia e nel fratellino Max. Masha li conosce al parco giochi e solo per caso si accorge dei brutti lividi che i due nascondono sotto le magliette. Cosa sta succedendo a quei bambini? Quale segreto custodiscono con ostinazione? Chi infligge loro punizioni così violente? Domande indiscrete e inopportune – dice la nonna a Masha – meglio non immischiarsi. Quella famiglia è per bene e rispettabile… Masha invece sa che non è così, che c’è una verità diversa da quella che gli adulti si raccontano. Ma se nessuno vuole
riconoscerla, se nessuno è disposto ad aiutare quei bambini, sarà lei a farlo. Lei che tuttavia ha pur sempre tredici anni. E la vicenda è troppo complicata perché una bambina possa porvi rimedio. E’ una storia di straordinario coraggio quella che Susan Keller racconta in Un elefante nella stanza, (Il Castoro; 15,50 euro) titolo che rimanda a una frase idiomatica inglese a indicare un problema enorme che tutti conoscono ma che volutamente ignorano per paura e convenienza, i due moventi più classici che alimentano la banalità del male. Sempre e ovunque. Davanti al silenzio dell’ipocrisia ci salveranno gli ingenui e i puri di cuore che, testimoni di un’ingiustizia, sceglieranno di non voltarsi dall’altra parte. Dai 13 anni.

Per lei che ha conosciuto il mare
freddo, cupo e tempestoso del Nord, le acque cristalline e turchesi di un’isoletta siciliana sono una novità straniante. Arriva controvoglia Kate in Italia al seguito delle madre, biologa marina in missione e del padre giornalista in cerca di storie da raccontare. Ben presto però l’isola, con la sua natura rigogliosa tutta da scoprire, la affascina. A incuriosirla poi c’è Arcangelo, o meglio Gelo, un quattordicenne selvaggio, che vive solo a proprio agio nel bosco imbracciando arco e frecce. In paese lo chiamano “il matto” ma è solo per il suo fare solitario e anticonformista.
Dopo i primi incontri, i due fanno amicizia e insieme si mettono sulle tracce di un vecchio muflone con un corno spuntato, l’aria regale e fiera che Gelo ha soprannominato il Re, per difenderlo da una crudele e assurda battuta di caccia, che porterà i ragazzi a sfiorare una tragedia. Con un linguaggio lieve ne L’isola di Arcangelo (Beisler editore; 13 euro) Luisa Mattia racconta agli adolescenti una favola moderna, una storia di amicizia, amore e gelosie, dove il bosco torna e essere il luogo in cui ci si inoltra per vivere l’avventura del limite e da cui si esce non più bambini.
Dai 13 anni.

Raccontato da Jan Hollm - che ne ha fatto una sintesi poderosa ma di grande intensità – con le tavole del russo Andrej Dugin, tra i più grandi illustratori della scena internazionale, Amleto (Salani Editore; 16 euro) è un volume scenografico e prezioso, un viaggio attorno a uno dei personaggi più complessi ed enigmatici della letteratura: il principe danese tormentato dal fantasma del padre, il re di Danimarca, che gli chiede di vendicare la sua morte. Un subdolo assassinio perpetrato dal fratello Claudio che ha tramato e ucciso il sovrano per insediarsi sul trono. Ridurre per i ragazzi la complessità della tragedia capolavoro di Shakespeare non era semplice ma il risultato conferma la raffinatezza dell’operazione grazie ai teatrali e scenografici disegni di Andrej Dugin a monte dei quali sta un elaborato e minuzioso lavoro di ricerca compiuto tra musei, biblioteche e teatri londinesi, come racconta l’illustratore stesso in una intervista in appendice al volume. Un incanto. Dai 12 anni.

Dal 1902
con la sua giacchetta azzurra e il codino a pon pon, Peter Coniglio non ha mai smesso di ammaliare i più piccoli. Tenera creatura nata dalla fantasia e dalla passione di Beatrix Potter per la natura e gli animali di cui si circondava, Peter insieme con
il cugino Benjamin, i coniglietti Flopsy e Mopsy e il piccolo zoo domestico che si muove nella cornice del giardino del signor McGregor sono protagonisti di questo bel volume strenna pubblicato da Sperling & Kupfer La raccolta di Natale di Peter Coniglio (16,90 euro). Gli appassionati del genere qui trovano racconti classici e storie dedicate al Natale oltre a tenere illustrazioni, letterine e biglietti natalizi che Beatrix Potter disegnava fin da ragazzina per amici e familiari. Dai 10 anni.

Quando a fine giugno 1914 l’arciduca d’Austria e la moglie vengono uccisi in un attentato a Sarajevo, innescando una reazione a catena che avrebbe dato il via alla prima Guerra mondiale, Silvio Moretti ha solo 15 anni. La sua è una famiglia contadina, gente semplice, braccianti che lavorano per sfamarsi in quel pezzo di Veneto occidentale abbastanza vicino a quell’Austria che sarebbe presto diventata un nemico. Quando un anno dopo il fratello Carlo parte per il fronte con tanti altri ragazzi tutti orgogliosi di servire la Patria, Silvio deve accontentarsi di stare a guardare. E’ troppo giovane per quella guerra che regala medaglie agli audaci. Con il passare dei mesi però anche la guerra, più lunga di quanto si era annunciata, mostra tutto il suo orrore ai ragazzi partiti con entusiasmo. Parte per il fronte Aldo, l’altro fratello, e poi parte anche Silvio e con lui i ragazzi del ’99, perché al fronte servono forze fresche da mandare allo sbaraglio. Carne da cannone. Ben presto tra la puzza, il fango, i pidocchi, i topi, i morti, la fatica e la paura della trincea, anche lui non sarà più sicuro che quella sia una cosa giusta. E pian piano matura una sua idea su che cosa siano l’eroismo, il coraggio, la patria, i nemici…Il giorno degli eroi (Rizzoli; 15 euro) è un bel romanzo firmato da Guido Sgardoli. Un’opera di fantasia che pure fa riferimento alla realtà dei fatti, come spiega l’autore in una nota finale, in cui molti degli episodi raccontati sono ricavati dalle lettere e dalle testimonianze dei giovani che quella guerra hanno combattuto, non sempre uscendone vivi. Dai 13 anni.

Un tesoro da scovare, una serie di indizi disseminati nei luoghi storici di Milano, due ragazzi che il destino fa incontrare per caso, entrambi decisi a scoprire l’enigma che circonda il tesoro che Leonardo da Vinci avrebbe nascosto nel 1944, prima di fuggire dalla città invasa dai francesi di Carlo VIII. Sono gli ingredienti de Il tesoro di Leonardo (Il Battello a Vapore Piemme; 16 euro)
un romanzo giallo che racconta di storia, di arte e di enigmistica, di Milano e dei suoi angoli leonardeschi. Cecilia e Leo si incontrano al Castello Sforzesco nella Saletta Negra davanti a una targa di pietra che contiene uno dei tanti messaggi sibillini che il geniale Leonardo amava celare nei propri lavori. I due ragazzi, a cui non mancano coraggio, intuizioni e volontà, sono decisi a risolvere il caso e a recuperare il tesoro ma non hanno fatto i conti con il cattivo di turno, un collezionista d’arte, ricco e spietato che vuole la stessa cosa. Ed è disposto a tutto pur di raggiungere i propri scopi… anche a uccidere. Da un colpo di scena all’altro, attraverso gli arcani rompicapo di Leonardo e una serie di ostacoli e pericoli che non riesce a frenare i ragazzi, il racconto di Massimo Polidoro, e la caccia al tesoro, scivolano verso un imprevisto e teatrale epilogo che sorprenderà i lettori. Dagli 11 anni.



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