Il testo del quesito, i precedenti referendum, i nodi politici: cosa c'è da sapere sul voto

Nel sabato del silenzio elettorale, facciamo il punto sulla consultazione di domenica e lunedì, tra dati e curiosità. Si tratta del quinto referendum costituzionale nella storia, vincerà chi prenderà un voto in più, il quorum non c'è. Ecco su cosa stanno ragionando i "maghi dei numeri" negli ultimi giorni
March 21, 2026
Il testo del quesito, i precedenti referendum, i nodi politici: cosa c'è da sapere sul voto
Un fac-simile della scheda elettorale su cui sono chiamati a esprimersi gli italiani domenica e lunedì / Ansa
La scheda sarà di color verde e all’interno avrà il seguente quesito: «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?». L’elettore dovrà scegliere tra il sì e il no, barrando con una crocetta l’opzione preferita.
I numeri del referendum in Italia
L’appuntamento con la consultazione referendaria di domenica 22 marzo (dalle ore 7 alle ore 23) e lunedì 23 marzo (dalle ore 7 alle ore 15) si inserisce in una lunga tradizione di quesiti referendari: quello a tema giustizia sarà complessivamente l’84esimo quesito su cui votano gli italiani. Finora ci sono stati 77 referendum abrogativi, 5 referendum costituzionali (compreso quello di oggi e domani) 1 consultivo e 1 istituzionale (datato 1946, con la vittoria della repubblica sulla monarchia).
Cosa dicono i precedenti
Se si va a vedere l’esito dei precedenti referendum costituzionali, per i quali come è noto, non è necessario raggiungere alcun quorum, il bilancio tra il successo del sì e il successo del no è in perfetta parità: due consultazioni a due. I sì vinsero infatti nel 2001, quando si votò per la riforma del Titolo V, e nel 2020, quando si andò alle urne per la riduzione dei parlamentari. Il no invece ha prevalso nel 2006, in occasione della consultazione sulla cosiddetta devolution, e nel 2016 con la riforma costituzionale per il superamento del bicameralismo paritario.
Il nodo dell’affluenza
Chi vota decide, come detto. Non servirà il 50% più uno degli aventi diritto, per stabilire se la consultazione sarà valida. Il referendum sarà valido a prescindere dal numero dei votanti. Ciò detto, il dato della partecipazione alle urne avrà un valore politico significativo nella lettura dei primi dati: negli ultimi due mesi, la mobilitazione del fronte del no ha fatto segnare al 7 marzo scorso, secondo gli istituti di ricerca (la diffusione dei sondaggi nelle ultime due settimane è vietata per legge) un forte recupero, in una consultazione che fino a due mesi fa appariva segnata: c’è chi ha parlato di sorpasso, soprattutto in caso di non elevata affluenza ai seggi. D’altro canto, l’impegno profuso negli ultimi giorni di campagna elettorale anche dal governo e dalla stessa presidente del Consiglio per il sì ha segnato un cambio di strategia, per cui l’incertezza sull’esito finale rimane alta.
Le grandi città e il duello Nord/Sud
Cosa stanno valutando, nel segreto dei loro centri studi, gli istituti di ricerca nelle ultime settimane? Da un lato, i "maghi dei numeri" cercano di capire se la politicizzazione del confronto può spostare l’ago della bilancia da una parte o dall’altra, compattando o ricompattando gli schieramenti, se sia un volano per chi se ne è reso protagonista o non piuttosto un boomerang. Poi si stanno facendo analisi territoriali: in questo senso, le grandi città possono influire molto in termini di chiamata alle urne, mentre si cerca di capire se e quanto risponderanno all’appello al voto le roccaforti territoriali dei due schieramenti: il centrodestra guarda alle regioni del Nord per raccogliere voti a favore della riforma, mentre il centrosinistra scommette sui territori del Mezzogiorno, dove il governo è apparso più in difficoltà. Già il dato dell’affluenza di domenica sera sarà un buon indicatore per capire a che tipo di partita stiamo assistendo.

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