Auto elettriche, la Stellantis cinese preferisce la Spagna all'Italia: ecco perchè

Si allarga la partnership con Leapmotor: Saragozza e Madrid pronte a diventare le capitali dell'elettrico low-cost. I piani per la B10 e la futura Opel C-Suv sono lontani dai nostri stabilimenti
May 8, 2026
Auto elettriche, la Stellantis cinese preferisce la Spagna all'Italia: ecco perchè
Un particolare della Leapmotor B10, uno dei Suv più interessanti del mercato/ IMAGOECONOMICA
Il baricentro produttivo di Stellantis si sposta ulteriormente verso Ovest, confermando una tendenza che per quanto riguarda le auto vede la Spagna trasformarsi nel nuovo "hub" elettrico del Mediterraneo, a discapito delle speranze italiane. L'ultimo annuncio ufficiale rilasciato da Stellantis e Leapmotor Technology non lascia spazio a molte interpretazioni: la partnership strategica tra il colosso guidato da Antonio Filosa e il costruttore cinese si consolida, ma le radici di questa espansione affondano profondamente nel suolo iberico.
L’annuncio odierno dettaglia un piano di espansione massiccio. Al centro della scena c’è lo storico stabilimento di Figuerelas, a Saragozza, un sito che dal 1982 ha sfornato oltre 10 milioni di Opel Corsa e che attualmente produce anche la Peugeot 208 e la Lancia Ypsilon. Qui, la collaborazione con Leapmotor International – la joint venture con il marchio cinese controllata al 51% da Stellantis – farà un salto di qualità tecnologico e industriale. Entro il 2026 infatti, l’impianto ospiterà la produzione del Suv B10 di Leapmotor, un modello chiave per il mercato di massa. Ma la vera novità è l’integrazione cross-brand: le parti stanno valutando l’aggiunta di una linea per un nuovissimo C-Suv elettrico a marchio Opel previsto per il 2028. Questo veicolo non sarà solo assemblato in Spagna, ma beneficerà di componenti di provenienza Leapmotor altamente competitivi, con l’obiettivo dichiarato di abbattere i prezzi e rendere l’elettrico finalmente "accessibile".
Non meno rilevante è il destino di Villaverde, a Madrid. Con la fine del ciclo produttivo della Citroën C4, previsto per la metà del 2028, Stellantis prevede di assegnargli tra due anni un nuovo modello Leapmotor, con un’ipotesi clamorosa sul tavolo: il trasferimento della proprietà del sito alla controllata spagnola di Leapmotor. Una mossa che blinderebbe il requisito del “Made in Europe”, aggirando i dazi sui prodotti cinesi e garantendo la distribuzione verso i mercati EMEA.
Perché la Spagna vince (ancora) sull’Italia? Mentre Antonio Filosa, Ceo di Stellantis, celebra una “vittoria” basata su “posti di lavoro europei e localizzazione avanzata”, l’assenza dell’Italia in questa mappa dell’elettrico low-cost solleva interrogativi urgenti. Perché la Lepmotor B10 e il nuovo C-SUV Opel non finiscono a Mirafiori o a Cassino? I motivi sono di natura squisitamente economica e geopolitica, e non fanno una piega. Produrre in Italia costa di più. L’incidenza energetica sulla singola vettura nel nostro Paese è stimata essere circa il triplo rispetto alla Spagna (1.400 euro contro 500 euro), grazie a un mix energetico spagnolo più bilanciato e incentivato. Inoltre, Madrid ha giocato d’anticipo, mettendo sul piatto sussidi diretti che Stellantis ha già iniziato a incassare (oltre 130 milioni di euro solo per i progetti sulle batterie).
C’è poi il nodo politico. La Spagna ha mantenuto una posizione più sfumata sui dazi europei contro i veicoli cinesi, rendendosi un approdo sicuro per aziende come Leapmotor che cercano di "europeizzare" la propria produzione per evitare le tariffe doganali. L’Italia, al contrario, ha sostenuto una linea più dura a Bruxelles, spingendo Pechino a suggerire ai propri partner (tra cui Leapmotor) di preferire nazioni "amiche".
Una partnership che accelera. I numeri di Leapmotor International dicono che la scommessa di Stellantis sta pagando: in soli 18 mesi, la joint venture ha raggiunto oltre 850 punti vendita e superato le 40.000 consegne in Europa nel 2025. L'espansione globale sta toccando Messico, Sud America e Asia-Pacifico, ma è la "forza combinata" negli acquisti a fare la differenza. Sfruttando l’ecosistema cinese dei componenti e la resilienza della catena di approvvigionamento europea, Stellantis punta a tempi tra sviluppo del progetto di un'auto alla sua commercalizzazione molto competitivi. Per l'Italia, il rischio è quello di restare a guardare mentre i modelli "accessibili" del futuro iniziano a parlare stabilmente spagnolo.

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