Suzuki e-Vitara: la prova del Suv elettrico che non teme il fango

Muscolosa, agile e fedele al DNA integrale: ecco come ha risposto la prima vettura 100% a batteria del marchio giapponese ai tornanti di Sestriere e alle insidie del fuoristrada
May 6, 2026
Suzuki e-Vitara: la prova del Suv elettrico che non teme il fango
La nuova Suzuki e-Vitara
Dici Vitara e il pensiero corre immediatamente a quella filosofia di agilità e concretezza di un modello che, dal 1989, accompagna chi non vuole fermarsi dove finisce l’asfalto. Oggi però, per i "vitaristi" storici e per i nuovi esploratori urbani, si apre un capitolo inedito: la scossa. La Suzuki e-Vitara segna il debutto ufficiale della casa di Hamamatsu nel mondo delle "zero emissioni", e lo fa senza rinnegare le proprie origini. "Abbiamo unito la nostra conoscenza nel 4x4 per creare un’elettrica affidabile anche in off-road", spiega Massimo Nalli, presidente di Suzuki Italia.
Design "High-Tech & Adventure". Al primo sguardo, la e-Vitara abbandona le timidezze. Il nuovo linguaggio stilistico è squadrato e muscoloso, con passaruota generosi protetti da plastiche robuste che comunicano solidità. Sviluppata sulla piattaforma Heartect-e (frutto della collaborazione con Toyota), l'auto sfrutta un passo di 2,7 metri per offrire un’abitabilità sorprendente, anche per chi siede dietro. Dentro invece tutto è orientato a favore della praticità. La console centrale "flottante" è il cuore tecnologico dell'abitacolo, dove convivono due display digitali (da 10,1 e 10,25 pollici) e, per gli amanti dell'ergonomia, tasti fisici per clima e volume. Sebbene la grafica del sistema nativo non sia rivoluzionaria, l’integrazione wireless con Apple CarPlay e Android Auto risolve ogni dubbio di modernità.
La prova: dall'asfalto al fango. Il nostro test è iniziato sulle strade che da Oulx salgono verso Bardonecchia. Qui, i due motori elettrici della versione a trazione integrale erogano 184 CV (135 kW) e 300 Nm di coppia istantanea. La spinta è progressiva, mai brusca, e il baricentro basso garantito dal pacco batteria da 61 kWh posizionato nel pianale rende la vettura "piantata" a terra tra i tornanti. Ma è quando l'asfalto finisce che la e-Vitara deve dimostrare di essere una vera Suzuki. Tra i sentieri dei boschi (percorsi con regolare permesso) ci siamo trovati di fronte a un mix insidioso di fango viscido e poltiglia ghiacciata. Qui entra in gioco il sistema AllGrip-e: l’elettronica reagisce in millisecondi, trasferendo coppia tra gli assi molto più velocemente di un sistema meccanico. Attivando la modalità Trail, il sistema simula un differenziale a slittamento limitato, frenando le ruote che perdono aderenza per spingere l'auto fuori dai passaggi critici.
Oltre i limiti: guadi e pendenze. Le sorprese sono continuate nella cava di Salbertrand. La e-Vitara ha affrontato rampe con pendenze superiori al 30% senza scavare, grazie a una gestione millimetrica della motricità. Impressionante anche la capacità di guado: abbiamo attraversato corsi d'acqua profondi oltre 30 cm per 50 metri. Risultato? Batteria immersa, ma abitacolo perfettamente asciutto e nessuna esitazione meccanica.al
Autonomia e prezzi. In termini di percorrenza, la versione 4WD dichiara fino a 395 km nel ciclo misto (che salgono a 426 km per la 2WD). La ricarica supporta fino a 70 kW in corrente continua e 11 kW in alternata. La gamma parte da 36.900 euro, ma per chi non può rinunciare alla trazione integrale — marchio di fabbrica che rappresenta il 30% delle vendite Suzuki in Italia — il listino attacca a 38.900 euro. Un valore aggiunto importante: la garanzia di 10 anni (se si effettua la manutenzione regolare), che Suzuki offre ora su tutte le sue vetture a riprova del fatto che non teme sorprese negative. Riassumendo, la e-Vitara non è solo una scelta ecologica, ma una conferma: si può passare all'elettrico senza smettere di sporcare le ruote di fango.

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