sabato 23 novembre 2019
Alle 9.46 (ora italiana) il Pontefice è atterrato a Tokyo. Durante il sorvolo, il telegramma alla governatrice di Hong Kong: pace e benessere. Le parole ai vescovi
Papa Francesco incontra i vescovi giapponesi (Lapresse)

Papa Francesco incontra i vescovi giapponesi (Lapresse)

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"Prego che Dio Onnipotente possa garantirvi benessere e pace": sono le parole di Papa Francesco a Carrie Lam, governatrice di Hong Kong. Così nel telegramma inviato al momento del sorvolo nella tratta che porta il pontefice da Bangkok a Tokyo. Nessun riferimento esplicito alla crisi in corso. Telegrammi da parte del Papa sono giunti anche a Xi Jinping, presidente della Cina e Tsai Ing-Wen, presidente di Taiwan. "Abbondanti benedizioni di pace e gioia", l'augurio rivolto al capo di stato della Cina. "Invoco abbondanti benedizioni divine di pace", nel testo per Taiwan.

Il Papa saluta la Thailandia prima della partenza per il Giappone (Ansa)

Il Papa saluta la Thailandia prima della partenza per il Giappone (Ansa)

Alle 17.26 ora locale (le 9.26 in Italia) papa Francesco è arrivato all'aeroporto di Tokyo. Bergoglio è stato accolto dal vice primo ministro giapponese, dai vescovi e clero e da un gruppo di studenti delle scuole cattoliche che avevano tra le mani un messaggio. Subito dopo un incontro privato dello scalo con il vice primo ministro del governo nipponico.

Il primo appuntamento ufficiale è con i vescovi della Conferenza episcopale del Giappone, che ha incontrato nel refettorio della Rappresentanza pontificia. "Sono molto contento per il dono di visitare il Giappone e per l'accoglienza che mi avete riservato", ha detto il Papa. "Non so se lo sapete, ma fin da giovane ho provato simpatia e affetto per queste terre - ha detto -. Sono passati molti anni da quell'impulso missionario, la cui realizzazione si è fatta attendere. Oggi il Signore mi offre l'opportunità di essere tra voi come pellegrino missionario sulle orme di grandi testimoni della fede".

Il Papa ha poi ringraziato i vescovi giapponesi per "l'ospitalità e la cura" dimostrata "ai numerosi lavoratori stranieri, che rappresentano più della metà dei cattolici del Giappone". "Sappiamo che in Giappone la Chiesa è piccola e i cattolici sono una minoranza, ma questo - ha proseguito papa Francesco nell'incontro in Nunziatura - non deve sminuire il vostro impegno per una evangelizzazione che, nella vostra situazione particolare, la parola più forte e più chiara che possa offrire è quella di una testimonianza umile, quotidiana e di dialogo con le altre tradizioni religiose".

Il Papa ha poi chiesto ai vescovi del Giappone di avere particolare cura per i giovani. Ci sono "diversi flagelli che minacciano la vita di alcune persone delle vostre comunità, che sono segnate, per vari motivi, dalla solitudine, dalla disperazione e dall'isolamento. L'aumento del numero di suicidi nelle vostre città, così come il bullismo (ijime) e varie forme di auto-esigenza, stanno creando nuovi tipi di alienazione e disorientamento spirituale. Quanto tutto ciò colpisce soprattutto i giovani! Vi invito a prestare particolare attenzione - ha detto Francesco - a loro e ai loro bisogni, a cercare di creare spazi in cui la cultura dell'efficienza, della prestazione e del successo possa aprirsi alla cultura di un amore gratuito e altruista, capace di offrire a tutti, e non solo a quelli 'arrivati', possibilità di una vita felice e riuscita".

Il Papa ha poi affrontato un altro punto significativo della sua visita in Giappone. Una Chiesa che ha subito il martirio "può parlare con maggiore libertà, specialmente nell'affrontare questioni urgenti di pace e giustizia nel nostro mondo. Presto visiterò Nagasaki e Hiroshima, dove pregherò per le vittime del catastrofico bombardamento di queste due città e mi farò eco dei vostri appelli profetici al disarmo nucleare. Non abbiamo paura di portare avanti sempre, qui e in tutto il mondo, una missione capace di alzare la voce e difendere ogni vita come dono prezioso del Signore".

Parlando appunto della sua visita a Hiroshima e Nagasaki prevista per domenica, il Papa ha aggiunto: "Desiderio incontrare coloro che ancora patiscono le ferite di quel tragico episodio della storia umana; come pure le vittime del 'triplice disastro'. La loro prolungata sofferenza è un eloquente avvertimento al nostro dovere umano e cristiano di aiutare quanti soffrono nel corpo e nello spirito e di offrire a tutti il messaggio evangelico di speranza, guarigione e riconciliazione".

"Il male non fa preferenze di persone e non si informa sulle appartenenze - ha proseguito il Papa -; semplicemente irrompe con la sua forza distruttiva, come è accaduto anche di recente con il devastante tifone che ha causato tante vittime e danni materiali. Affidiamo alla misericordia del Signore coloro che sono morti, i loro familiari e tutti coloro che hanno perso la casa e i beni materiali".

Le tappe della visita in Giappone

Fino a martedì 26, nel Paese del Sol Levante, il Pontefice ha una agenda fitta di impegni all'insegna del valore della pace. Domenica 24, le attese tappe a Nagasaki e Hiroshima: la mattina Francesco visiterà, al Parco della pace, l'Atomic Bomb Hypocenter Park, l'ipocentro dell'esplosione dell'atomica lanciata il 9 agosto del '45. Qui terrà il Messaggio sulle armi nucleari. Nel pomeriggio invece è prevista la visita al Memoriale della pace di Hiroshima per l'incontro per la pace. In serata il rientro a Tokyo.

Il giorno seguente momenti di emozione per l'incontro con le vittime del triplice disastro del marzo 2011 (il terremoto di magnitudo 9 e successivi tsunami e incidente alla centrale nucleare di Fukushima). Poi la visita privata all'imperatore Naruhito, l'incontro con i giovani, la messa nel palazzo dello sport Tokyo Dome e gli incontri con il primo ministro Shinzo Abe e con l'autorità e il Corpo diplomatico. Martedì 26, la visita alla Sophia University, gestita dai gesuiti, prima del rientro a Roma, dopo 13 ore e 30 di volo, all'incirca alle 17.

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