lunedì 30 luglio 2018
Angelus in piazza San Pietro: le rotte migratorie spesso utilizzate dai trafficanti per reclutare nuove vittime. «Non siamo spettatori distaccati di fronte al grido di fame dei fratelli nel mondo»
La denuncia del Papa: la tratta è un crimine vergognoso

"Siete coraggiosi con questo sole in piazza, eh? Complimenti!". Affacciandosi su una Piazza San Pietro assolata e rovente, il Papa si è rivolto ai 25mila fedeli presenti all'Angelus di domenica 29 luglio. Ai quali ha poi donato, sia prima sia dopo la preghiera mariana, una riflessione densa di spunti e di significati. Tra cui l'appello in vista della Giornata Mondiale contro la tratta di persone, promossa domani dall'Onu. "Questa piaga riduce in schiavitù molti uomini, donne e bambini con lo scopo dello sfruttamento lavorativo e sessuale, del commercio di organi, dell'accattonaggio e della delinquenza forzata", ha sottolineato Francesco, aggiungendo, significativamente: "Anche qui, a Roma". "Anche le rotte migratorie sono spesso utilizzate da trafficanti e sfruttatori per reclutare nuove vittime della tratta" ha seguitato, per poi chiudere: "È responsabilità di tutti denunciare le ingiustizie e contrastare con fermezza questo vergognoso crimine".

Nel commento alle letture odierne, il Papa ha invece toccato il racconto evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci, una pagina, ha detto, che "ci mostra nuovamente Gesù attento ai bisogni delle persone". Per il Pontefice, "alle folle, Gesù non si è limitato a donare la sua Parola, la sua consolazione, la sua salvezza, infine la sua vita, ma certamente ha fatto anche questo: ha avuto cura del cibo per il corpo. E noi, suoi discepoli, non possiamo far finta di niente".

E se Gesù "continua anche oggi a sfamare, a rendersi presenza viva e consolante", egli "lo fa attraverso di noi". Pertanto, "il Vangelo ci invita ad essere disponibili e operosi", come quel ragazzo che si accorge di avere cinque pani e dice: "Io do questo, poi tu vedrai..." (Il "coraggio" dei giovani, ha sottolineato il Papa, che "va aiutato"). "Di fronte al grido di fame - ogni sorta di 'fame' - di tanti fratelli e sorelle in ogni parte del mondo, non possiamo restare spettatori distaccati e tranquilli", è stata l'esortazione del Pontefice, che ha così richiamato a "un generoso impegno di solidarietà per i poveri, i deboli, gli ultimi, gli indifesi".

Un'"azione di prossimità e di carità" che è "la migliore verifica della qualità della nostra fede, tanto a livello personale, quanto a livello comunitario". E ricordando che "quando tutti furono saziati, Gesù disse ai discepoli di raccogliere i pezzi avanzati, perché nulla andasse perduto", Bergoglio ha voluto sottoporre questa richiesta ai fedeli: "Penso alla gente che ha fame e a quanto cibo avanzato noi buttiamo. Ognuno di noi pensi: il cibo che avanza a pranzo, a cena, dove va? A casa mia, cosa si fa con il cibo avanzato? Si butta? No. Se tu hai questa abitudine, ti do un consiglio: parla con i tuoi nonni che hanno vissuto il dopoguerra, e chiedi loro che cosa facevano col cibo avanzato".

"Non buttare mai il cibo avanzato - ha continuato -. Si rifà o si dà a chi possa mangiarlo, a chi ha bisogno. Mai buttare il cibo avanzato". Questo è un consiglio e anche un esame di coscienza". Ma per il Papa, è l'umanità intera ad essere chiamata a che le risorse esistenti nel mondo non vadano perdute, non siano destinate a scopi di autodistruzione dell'uomo, ma servano al suo vero bene e al suo legittimo sviluppo. "Preghiamo la Vergine Maria - ha concluso -, perché nel mondo prevalgano i programmi dedicati allo sviluppo, all'alimentazione, alla solidarietà, e non quelli dell'odio, degli armamenti e della guerra".

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