domenica 8 dicembre 2019
Francesco, nel tradizionale omaggio alla Madonna a Piazza di Spagna, richiama alla purezza. Una cosa è essere peccatori, più grave essere corrotti. Ripartire da noi per cambiare il volto della città
Il Papa: «La corruzione si batte a partire dal cuore»

foto Muolo

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Il Papa, nella solennità dell'Immacolata, richiama alla purezza del cuore, per combattere la corruzione. Da piazza di Spagna dove si è recato nel pomeriggio dell'8 dicembre, per il tradizionale omaggio alla Vergine, Francesco lancia un monito non solo a Roma ma a tutti fedeli: "Tu ci rammenti - dice rivolgendosi direttamente a Maria - che non è la stessa cosa essere peccatori ed essere corrotti: è ben diverso. Una cosa è cadere, ma poi, pentiti, confessarlo e rialzarsi con l’aiuto della misericordia di Dio. Altra cosa è la connivenza ipocrita col male, la corruzione del cuore, che fuori si mostra impeccabile, ma dentro è pieno di cattive intenzioni ed egoismi meschini". "Tu, Madre - ha aggiunto -, ci ricordi che, sì, noi siamo peccatori, ma non siamo più schiavi del peccato. E perciò la corruzione si batte a partire da se stessi. "Quanto bisogno abbiamo di essere liberati dalla corruzione del cuore, che è il pericolo più grave", ha aggiunto infatti. E non è solo un fatto personale. "Se questo avviene dentro le persone - ha notato infatti il Vescovo di Roma -, come cambia il volto della città. Nei piccoli gesti e nelle grandi scelte, i circoli viziosi si fanno a poco a poco virtuosi, la qualità della vita diventa migliore e il clima sociale più respirabile".

Il Papa in preghiera a piazza di Spagna

Il Papa in preghiera a piazza di Spagna - LaPresse

Francesco è arrivato a piazza di Spagna poco prima delle 16, dopo aver fatto sosta nella Basilica di Santa Maria Maggiore per un momento di preghiera davanti all'icona della Salus Populi Romani, che il Papa usa visitare anche prima di partire per i suoi viaggi internazionali e poi al ritorno. Ad attenderlo nella piazza salotto della Capitale ha trovato il cardinale vicario, Angelo De Donatis, il sindaco di Roma, Virginia Raggi (con la quale il Pontefice ha scambiato cordiali saluti sia all'inizio che alla fine), il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti (salutato anch'egli al termine della visita) e diverse altre autorità, oltre ai vescovi ausiliari.

Era presente anche il cardinale Fernando Filoni, che proprio nel giorno dell'Immacolta papa Francesco ha nominato gran maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Il cardinale Filoni, 73 anni, cessa dunque il proprio servizio di prefetto della Congregazione di Propaganda Fide, il cui palazzo borrominiano si affaccia proprio sulla piazza. Al suo posto, sempre nella solennità dell'Immacolata, il Papa ha nominato il cardinale Luis Antonio Tagle, finora arcivescovo di Manila e presidente della Caritas Internationalis. Il cardinale Filoni, al termine della preghiera letta dal Pontefice ai piedi della stuatua della Vergine ha salutato il Papa come gli altri ecclesiastici presenti.

La visita si è svolta in un clima di semplicità e raccoglimento. Francesco, appena giunto, ha ascoltato in silenzio le litanie cantate da un piccolo coro di religiosi, quindi ha preso la parola per leggere la sua preghiera alla Vergine. "O Vergine Maria - ha invocato tra l'altro -, oggi io ti affido tutti coloro che, in questa città e nel mondo intero, sono oppressi dalla sfiducia, dallo scoraggiamento a causa del peccato; quanti pensano che per loro non c’è più speranza, che le loro colpe sono troppe e troppo grandi, e che Dio non ha certo tempo da perdere con loro. Li affido a te, perché tu non solo sei madre e come tale non smetti mai di amare i tuoi figli, ma sei anche l’Immacolata, la piena di grazia, e puoi riflettere fin dentro le tenebre più fitte un raggio della luce di Cristo Risorto.
Lui, e Lui solo, spezza le catene del male, libera dalle dipendenze più accanite, scioglie dai legami più criminosi, intenerisce i cuori più induriti".


Qui di seguito riportiamo la preghiera integrale letta dal Papa:

O Maria Immacolata,
ci raduniamo ancora una volta intorno a te.
Più andiamo avanti nella vita
e più aumenta la nostra gratitudine a Dio
per aver dato come madre a noi, che siamo peccatori,
Te, che sei l’Immacolata.
Tra tutti gli esseri umani, tu sei l’unica
preservata dal peccato, in quanto madre di Gesù
Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo.
Ma questo tuo singolare privilegio
ti è stato dato per il bene di tutti noi, tuoi figli.
Infatti, guardando te, noi vediamo la vittoria di Cristo,
la vittoria dell’amore di Dio sul male:
dove abbondava il peccato, cioè nel cuore umano,
ha sovrabbondato la grazia,
per la mite potenza del Sangue di Gesù.
Tu, Madre, ci ricordi che, sì, noi siamo peccatori,
ma non siamo più schiavi del peccato!
Il tuo Figlio, con il suo Sacrificio,
ha spezzato il dominio del male, ha vinto il mondo.
Questo narra a tutte le generazioni il tuo cuore
terso come cielo dove il vento ha dissolto ogni nube.
E così tu ci rammenti che non è la stessa cosa
essere peccatori ed essere corrotti: è ben diverso.
Una cosa è cadere, ma poi, pentiti, confessarlo
e rialzarsi con l’aiuto della misericordia di Dio.
Altra cosa è la connivenza ipocrita col male,
la corruzione del cuore, che fuori si mostra impeccabile,
ma dentro è pieno di cattive intenzioni ed egoismi meschini.
La tua purezza limpida ci richiama alla sincerità,
alla trasparenza, alla semplicità.
Quanto bisogno abbiamo di essere liberati
dalla corruzione del cuore, che è il pericolo più grave!
Questo ci sembra impossibile, tanto siamo assuefatti,
e invece è a portata di mano. Basta alzare lo sguardo
al tuo sorriso di Madre, alla tua bellezza incontaminata,
per sentire nuovamente che non siamo fatti per il male,
ma per il bene, per l’amore, per Dio!
Per questo, o Vergine Maria,
oggi io ti affido tutti coloro che, in questa città
e nel mondo intero, sono oppressi dalla sfiducia,
dallo scoraggiamento a causa del peccato;
quanti pensano che per loro non c’è più speranza,
che le loro colpe sono troppe e troppo grandi,
e che Dio non ha certo tempo da perdere con loro.
Li affido a te, perché tu non solo sei madre
e come tale non smetti mai di amare i tuoi figli,
ma sei anche l’Immacolata, la piena di grazia,
e puoi riflettere fin dentro le tenebre più fitte
un raggio della luce di Cristo Risorto.
Lui, e Lui solo, spezza le catene del male,
libera dalle dipendenze più accanite,
scioglie dai legami più criminosi,
intenerisce i cuori più induriti.
E se questo avviene dentro le persone,
come cambia il volto della città!
Nei piccoli gesti e nelle grandi scelte,
i circoli viziosi si fanno a poco a poco virtuosi,
la qualità della vita diventa migliore
e il clima sociale più respirabile.
Ti ringraziamo, Madre Immacolata,
di ricordarci che, per l’amore di Gesù Cristo,
noi non siamo più schiavi del peccato,
ma liberi, liberi di amare, di volerci bene,
di aiutarci come fratelli, pur se diversi tra noi.
Grazie perché, col tuo candore, ci incoraggi
a non vergognarci del bene, ma del male;
ci aiuti a tenere lontano da noi il maligno,
che con l’inganno ci attira a sé, dentro spire di morte;
ci doni la dolce memoria che siamo figli di Dio,
Padre d’immensa bontà,
eterna fonte di vita, di bellezza e di amore. Amen.

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