Usa, Nidal Malik Has sarà fucilato in diretta streaming. L'Onu avverte: «È tortura»

L'uomo è stato condannato per la strage di Fort Hood del 2009. Il Segretario della Difesa Pete Hegseth ha chiarito: «Vogliamo far capire che per azioni del genere ci sono gravi conseguenze»
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October 9, 2026
Usa, Nidal Malik Has sarà fucilato in diretta streaming. L'Onu avverte: «È tortura»
L'ex militare statunitense Nidal Hasan, 56 anni, condannato a morte per fucilazione/ REUTERS
L'orrore di un'esecuzione capitale trasmesso in diretta online. No, non siamo in Iran, né in Corea del Nord o Afghanistan, ma negli Stati Uniti di Donald Trump. L'annuncio è arrivato dal Dipartimento della Difesa: l'esecuzione mediante fucilazione di Nidal Malik Hasan, ex militare statunitense condannato per aver ucciso 13 persone e ferito altre 32 nella strage del 2009 a Fort Hood, in Texas, verrà trasmessa in streaming. Il caso aveva già fatto parecchio rumore.
Il prossimo 3 dicembre, Nidal Malik Hasan verrà ucciso mediate fucilazione eseguita da un plotone di esecuzione. C'è voluta l'autorizzazione dello stesso presidente Donald Trump perché la condanna a morte dell'uomo, 56anni, detenuto in una prigione militare di Fort Leavenworth, Kansas, potesse avvenire proprio in questo modo. L’ultimo soldato americano condannato a morte per diserzione e ucciso per fucilazione fu Eddie Slovik, il 31 gennaio 1945, negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale. Il Death Penalty Information Center, un'organizzazione no-profit che monitora la pena capitale, riferisce che quella di Hasan sarebbe inoltre la prima esecuzione militare statunitense dal 13 aprile 1961, quando il soldato semplice John A. Bennett fu impiccato dopo essere stato condannato per stupro e tentato omicidio.
Il piano del Pentagono prevede che la fucilazione avvenga a Fort Hood, in Texas, dove il condannato effettuò la strage e, esattamente, allo stesso orario: ore 13.00. Fu la sparatoria più grave mai avvenuta in una base militare americana e provocò uno choc profondo all’interno delle forze armate. L'idea di trasmetterla in streaming, così ha spiegato il segretario alla Difesa Pete Hegseth in un'intervista con l'attivista politico di estrema destra Jack Posobiec, nasce dalla volontà di far capire al pubblico «che per questo tipo di azioni ci sono gravi conseguenze». Tutto questo fa dell'esecuzione del 3 dicembre un caso senza precedenti nella storia moderna degli Stati Uniti. 
Sono pochi i Paesi nel mondo in cui vengono eseguite condanne a morte in pubblico. L’organizzazione per i diritti umani Amnesty International ha segnalato alcuni casi in cui esecuzioni pubbliche in Iran e Arabia Saudita documentate da persone presenti. La pratica è più comune tra i gruppi terroristici di matrice islamica. 
Non a caso, dall'Onu, è arrivato un avvertimento:  «La trasmissione in diretta streaming di un'esecuzione capitale equivale a un'esecuzione pubblica, una forma di trattamento o punizione crudele, inumana o degradante, e violerebbe il divieto assoluto di tortura».

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