Usa, Christa Pike sopravvie a due iniezioni letali: «Si è svegliata e parla»

Il caso riaccende il dibattito sulle esecuzioni con i barbiturici: Biden li aveva messi al bando, Trump li ha riammessi. Il presidente autorizza anche la fucilazione dell'ex militare condannato per la strage di Fort Hood
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October 7, 2026
Usa, Christa Pike sopravvie a due iniezioni letali: «Si è svegliata e parla»
Christa Pike entra nell'aula della County Criminal Court di Knoxville, in Tennessee / REUTERS
Il caso non ha precedenti. A Christa Pike, mercoledì scorso, è stata somministrata l’iniezione letale con cui lo Stato del Tennessee eseguiva la sua condanna capitale. La donna, 50 anni, detenuta per 11 anni nel braccio della morte del carcere di Nashville, è sopravvissuta e, ieri, si è risvegliata dal coma provocato dalla doppia dose di pentobarbital.  «Contro ogni previsione, è cosciente, parla e continua a ricevere cure mediche intensive», hanno fatto sapere i suoi avvocati d’ufficio. aggiungendo: « È ammanettata e incatenata al letto» in ospedale, pur avendo subito gravi lesioni alle braccia a causa delle flebo che avrebbero dovuto ucciderla.
Pike è stata condannata a morte per l’omicidio di una sua compagna di scuola, la diciannovenne Colleen Slemmer, avvenuto nel 1995 in un campo di formazione professionale per adolescenti con la complicità dell’uomo, Tadaryl Shipp, che allora era il suo fidanzato e che oggi sconta in cella la sentenza di ergastolo.
Pike è passata dall'essere la prima donna condannata a morte in Tennessee in oltre 200 anni ad essere la prima persona che negli Stati Uniti è sopravvissuta a un’iniezione letale effettivamente realizzata. In altri sette casi, gli esecutori si sono fermati perché non riuscivano a trovare le vene dei detenuti in cui iniettare i farmaci. Le autorità non hanno fornito spiegazioni ufficiali su ciò che potrebbe essere successo. È probabile che il pentobarbital si sia diffuso nel sangue ma nei tessuti sotto la pelle.  
La sua prognosi rimane incerta ma che, così hanno spiegato i suoi legali, «ci aspettiamo, come minimo, una lunga convalescenza». Le braccia sono «gonfie, ustionate e ricoperte di vesciche» a causa degli effetti di una sostanza, come il pentobarbital, altamente alcalina e caustica. La difesa, che in giornata dovrebbe tenere una conferenza stampa all’esterno del tribunale di Nashville, è comunque determinata a chiedere al giudice la commutazione della pena in ergastolo.
Le autorità non hanno ancora chiarito se vorranno invece fare un altro tentativo. Il governatore del Tennessee, Bill Lee, aveva infatti sospeso tutte le esecuzioni per il resto dell'anno e avviato una revisione indipendente di quanto accaduto nel caso di Pike. Gli avvocati della detenuta avevano avvertito che la sua storia clinica e la sua conformazione anatomica - tra cui la trombocitosi (una condizione che favorisce la formazione di coaguli di sangue) e le vene di piccole dimensioni – avrebbero aggravato il rischio che di un'iniezione letale caratterizzato da dolore e sofferenza «non necessari».
Il caso offre al Paese l’occasione per riflettere sulla barbarie intrinseca della pena di morte. Il presidente Donald Trump ha approvato l’uso del plotone d’esecuzione per la fucilazione di un ex soldato statunitense di origine palestinese, Nidal Hasan, condannato per aver ucciso 13 persone e ferito altre 32 nella strage del 2009 a Fort Hood, in Texas. L’esecuzione è stata fissata per il 3 dicembre.  
L’ultimo soldato americano condannato a morte per diserzione e ucciso per fucilazione fu Eddie Slovik, il 31 gennaio 1945, negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale. L’esecuzione fu condotta segretamente, ma secondo gli storici venne utilizzata come monito per gli altri militari tentanti dall’idea di fuggire all’arruolamento. Secondo i documenti dell’epoca, al momento della fucilazione soltanto undici dei membri del plotone avevano ricevuto i proiettili veri con cui caricare i propri fucili. Soluzione pensata per lasciare a ciascun tiratore il dubbio di aver sparato il colpo mortale, attenuando o aggravando così il peso psicologico dell’uccisione.
La fucilazione è stata utilizzata raramente per eseguire le condanne a morte negli Stati Uniti ma negli ultimi anni alcuni Stati lo hanno autorizzato come alternativa all’iniezione letale, soprattutto per far fronte alle difficoltà nel reperire i farmaci necessari. Il pentobarbital era stato messo al bando dall’Amministrazione democratica di Joe Biden; Trump lo ha reintrodotto. 

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