giovedì 8 novembre 2018
La protesta della leader democratica Pelosi dopo la mossa di Trump. Ma con nuove prove l'iter dell'impeachment potrebbe avere inizio
L'ex segretario alla Giustizia Usa Jeff Sessions (Ansa)

L'ex segretario alla Giustizia Usa Jeff Sessions (Ansa)

"È impossibile leggere il licenziamento dell'attorney general Jeff Sessions come qualcosa di diverso da un altro spudorato tentativo di Donald Trump di minare e mettere fine all'inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller". E’ stata netta la leader democratica alla Camera Nancy Pelosi, invitando Matthew Whitaker, che ha assunto l'interim da segretario alla Giustizia, a ricusarsi "per le sue precedenti minacce di minare e indebolire l'indagine" sul Russiagate. Pelosi ha invitato anche il Congresso ad intervenire per proteggere un'inchiesta che da due anni rappresenta uno spauracchio per il presidente in Camera, che ha sempre parlato di una “caccia alle streghe”.

Trump ha aspettato solo poche ore dopo il voto di midterm per annunciare il siluramento di Sessions, con cui da tempo era in rotta dopo che lo stesso Sessions aveva annunciato la sua astensione riguardo alle indagini sul Russiagate, senza quindi ostacolarle. Secondo la Cnn non avrebbe riservato all’ormai ex segretario nemmeno la cortesia di chiamarlo personalmente per comunicagli la notizia. A togliere il sonno al presidente americano è lo spettro dell'impeachment che i suoi avversari potrebbero tornare ad agitare con prepotenza ora che hanno il controllo di una parte del Congresso, con la riconquista della maggioranza alla Camera.

Per avviare l'iter della messa in stato d'accusa di un presidente serve la maggioranza semplice della Camera, purché - secondo la Costituzione americana - questi abbia commesso tradimento, corruzione o un altro reato grave. Certo, i passaggi successivi prevedono un processo al presidente celebrato di fronte al Senato, dove serve che due terzi dei senatori votino a favore della condanna. Intanto, però, alla Camera i democratici hanno la maggioranza che prima non avevano e, se il procuratore Mueller dovesse presentare una documentazione con informazioni compromettenti, l'iter in teoria potrebbe cominciare.

Il temporaneo sostituto di Sessions è Matthew Whitaker, che era capo dello staff dello stesso Sessions, in attesa della nuova nomina. I democratici hanno chiesto a Whitaker di astenersi rispetto all'inchiesta guidata da Mueller, proprio come aveva fatto il suo predecessore, rimettendoci il posto. Whitaker, nella nota in cui si dice onorato per la nomina ad interim, ha definito Sessions un uomo "integro”. Whitaker potrebbe ora subentrare al numero due della Giustizia Rod Rosenstein nella supervisione delle indagini, dopo essersi detto a favore di un taglio dei fondi per gli accertamenti e di una limitazione del loro raggio d'azione.

La mossa sul Russiagate ha fatto tornare il gelo nei rapporti tra Trump e i democratici. Si dovrà vedere anche cosa deciderà di fare il procuratore speciale Mueller, silente nelle ultime settimane della campagna elettorale ma che dopo il voto potrebbe tornare alla carica dando nuovo impulso alle indagini.

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