Iraq. Una Pasqua di rinascita nella Piana di Ninive


Luca Geronico venerdì 14 aprile 2017
Pariti da Erbil dopo una marcia a piedi di 120 chilometri, domenica in un centinaio di persone giungeranno a Qaraqosh: la prima settimana santa a casa dopo due anni di esilio a Erbil
La domenica delle Palme nella cattedrale dell'Immacolata concezione a Qaraqosh

La domenica delle Palme nella cattedrale dell'Immacolata concezione a Qaraqosh

Domenica scorsa sono tornati più numerosi del solito a Qaraqosh, per celebrare nella cattedrale della Immacolata concezione, ancora semidistrutta la liturgia della Domenica delle Palme. È iniziata così, dopo tre anni di esilio, la settimana santa nella Piana di Ninive. Sempre domenica, dopo la liturgia delle Palme, è partita da Erbil una marcia a piedi lunga un centinaio di chilometri che dovrebbe giungere a piedi a Qaraqosh il giorno di Pasqua. «Speriamo che in questa settimana santa noi risorgeremo ancora. Preghiamo che la pace venga, una volta ancora, nelle nostre terre», ha dichiarato padre Youssef. Un modo anche questo di incoraggiare la comunità cristiana a tornare nei villaggi di origine. E per Pasqua molti altri torneranno in giornata a Qaraqosh e negli altri villaggi della Piana di Ninive per celebrare la Pasqua. Un grande aiuto, per la piccola comunità di Bashika, è venuta dall’Acnur che ha donato un generatore alla chiesa assira di Bashika per celebrare la messa il giorno di Pasqua. «Nel piccolo villaggio per ora sono tornate solo 10 famiglie», spiega il responsabile dell’Acnur per l’Iraq Bruno Geddo. Un'altro generatore dell’Acnur è andato al tempio degli Yazidi nella stessa cittadina, storicamente coabitata da queste due comunità. Una Pasqua di rinascita per le storiche minoranze della Piana di Ninive.

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Un jihadismo fai-da-te, nascosto tra le pieghe dimenticate dell'opulenta e spesso indifferente Europa, al quale si deve rispondere con ogni mezzo. Evitando l'unico pericolo: assuefarsi