lunedì 23 ottobre 2017
I jihadisti avrebbero ucciso 128 persone a al-Qaryatain, nella provincia di Homs. Lo denuncia l'Osservatorio siriano per i diritti umani
I resti del monastero di Mar Ellian a Qaryatain (Ansa)

I resti del monastero di Mar Ellian a Qaryatain (Ansa)

Si allunga l'elenco degli orrori commessi dal Daesh in Siria, mentre l'organizzazione terrorista continua a perdere territori. Nelle ultime settimane i jihadisti avrebbero ucciso 128 persone ad al-Qaryatain, prima di perdere il controllo della città che si trova nella provincia di Homs vicino all'antico sito di Palmira. Lo denunciano gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, vicini all'opposizione anti governativa.

«In una ventina di giorni il Daesh ha ucciso 128 civili in atti di rappresaglia, accusandoli di aver collaborato con le forze del regime», ha detto il direttore dell'Osservatorio, Rami Abdel Rahman. «Dopo la riconquista di questa città nella provincia di Homs, gli abitanti hanno trovato dei cadaveri in strada, in abitazioni e altri luoghi», ha spiegato Abdel Rahmane, «alcuni sono stati uccisi all'arma bianca, altri a colpi di arma da fuoco».

Sabato scorso le truppe siriane e i loro alleati avevano ripreso il controllo di al-Qaryatayn sottraendolo al Daesh, che aveva conquistato la città il 1° ottobre. Secondo l'Osservatorio, almeno 83 persone sono state uccise nelle 48 ore precedenti alla riconquista della città da parte dell'esercito siriano.

Al-Qaryatayn ha una minoranza cristiana e diverse chiese, alcune delle quali saccheggiate dai jihadisti. Il Daesh l'aveva conquistata una prima volta nell'agosto 2015 prima di esserne estromesso un anno dopo. La cittadina si trova a circa 300 chilometri da Deir al-Zor, nell'est della Siria, su cui attualmente si concentra l'offensiva anti Daesh di Damasco, appoggiata da jet russi e milizie sostenute dall'Iran.

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