giovedì 22 maggio 2014
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Questi cinque anni di «inquietudine e austerità» sono responsabilità della maggioranza popolare all’Europarlamento, dei 22 governi di centrodestra in carica per gran parte della legislatura e alla presidenza della Commissione europea di José Barroso. Con queste premesse il manifesto il gruppo dei socialisti e democratici (S&D), il secondo gruppo dell’Europarlamento, si candida a guidare l’Europa nella svolta dall’«austerity alla crescita e al lavoro».Dall’austerity alla crescita: l’occupazione al primo posto. L’occupazione, «di fronte ai 27 milioni di cittadini europei senza lavoro e ai 120 milioni che vivono al limite della soglia della povertà», è al primo posto nel programma della famiglia politica socialista: un obiettivo da raggiungere con un piano di rilancio industriale, combattendo il dumping sociale, e garantendo parità salariale per uguali mansioni nei Ventotto Paesi. Per sostenere l’occupazione giovanile si vuole estendere il Programma di garanzia a tutti gli under 30: un’offerta di impiego, apprendistato o formazione entro i 4 mesi dalla fine degli studi o dall’inizio della disoccupazione. Una politica di chiaro stampo keynesiano con «innovazione», «ricerca», «formazione», «reindustrializzazione» come parole d’ordine: senza abbandonare una seria disciplina di bilancio, per rilanciare l’economia il patto di stabilità europeo non dovrà conteggiare – affermano i socialisti e democratici – tutti gli investimenti per la crescita mentre si chiede una «accelerazione» nell’introduzione di una Tobin tax, cioè sulle transazioni finanziarie. Un cambio di rotta deciso rispetto alla politica dei «soli tagli». Lotta all’evasione fiscale. Altri fondi da investire, si afferma, verranno dalla lotta ai 1.000 miliardi di evasione fiscale dei Paesi Ue e dai controlli nei paradisi fiscali: un tema sottolineato con forza nei dibattiti televisivi da Martin Schulz, il candidato socialista alla presidenza della Commissione. Dopo il salvataggio delle banche europee, costato 1,6 trilioni di euro, nel manifesto politico è espresso pieno sostegno al progetto di unione bancaria rafforzando le regole di vigilanza e introducendo un tetto ai bonus dei banchieri.Forte protezione sociale. Grande attenzione è data ai temi sociali, ponendo il principio di uguaglianza al centro del concetto di cittadinanza europea. Si indica la parità tra uomo e donna con l’obiettivo di conciliare gli impegni della famiglia con professione e lavoro: congedi parentali, reddito minimo di cittadinanza e microcredito alcune delle voci specifiche. Su famiglia e vita diverse sensibilità a confronto. Nel programma viene indicata la «libertà di scelta delle donne» e il «diritto di accesso ai diritti in materia di sessualità e procreazione». Una affermazione che sottintende diverse sensibilità compresa quella abortista mentre lo sforzo condiviso nella famiglia socialista e democratica è di garantire alti standart di assistenza sanitaria e sociale. Politiche con un forte potere di indirizzo, ma indiretto: materie quali il diritto alla vita e di famiglia, in base al principio di sussidiarietà, restano prerogativa propria dei parlamenti nazionali. Inoltre la recente adesione al Pse del Pd implica una ridiscussione dei principi politici che rispettino pure la componente cattolico-democratica. Con urgenza, nella futura agenda politica comunitaria, si impone comunque una regolazione delle situazioni transfrontaliere sui temi quali l’adozione, le unioni di fatto, le unioni gay.Promuovere il ruolo dell’Europa nel mondo. L’Ue sarà più democratica e integrata attraverso l’indicazione da parte del Parlamento del presidente della Commissione: un passaggio di cui i socialisti e democratici rivendicano la paternità e che sperano di guidare. Sull’immigrazione la famiglia socialista chiede una «reale solidarietà degli Stati membri» da affiancare alle «politiche di integrazione e di assistenza». L’Europa, intesa come alfiere dei «principi di democrazia» e dei «diritti umani» deve promuovere la pace nel mondo agendo come un attore globale. Questo, per i socialisti e democratici europei significa continuare la politica di partenariato orientale come il sostenere l’allargamento dell’Unione. Piena adesione, per combattere la povertà, agli obiettivi del millennio delle Nazioni Unite.
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