sabato 19 novembre 2016
Domani le primarie: sette i candidati per la corsa alle presidenziali del prossimo anno. Gli ultimi sondaggi danno in testa Fillon
Domani è in programma il primo turno delle elezioni primare della destra (LaPresse)

Domani è in programma il primo turno delle elezioni primare della destra (LaPresse) - LaPresse

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Concluso l'ultimo dibattito televisivo due sere fa, la parola adesso passa agli elettori della destra francese, che nelle prossime due domeniche dovranno scegliere illoro candidato alla corsa all'Eliseo nella primavera 2017. Il risultato è ancora piuttosto fluido, con tre favoriti non molto distanziati fra loro su sette candidati. L'ex premier Alain Juppé, l'ex capo di Stato Nicolas Sarkozy e un altro ex premier,

François Fillon è balzato in testa negli ultimi sondaggi (LaPresse)

François Fillon è balzato in testa negli ultimi sondaggi (LaPresse) - LaPresse

La partecipazione è un'incognita

L'incognita principale è la partecipazione a queste primarie, un inedito nella storia della destra, per le quali si prevedono tra i 2 e i 4 milioni di elettori. Versando due euro, tutti gli aventi diritto al voto in Francia possono partecipare, a condizione di firmare una “carta” con la quale si impegnano a «condividere i valori repubblicani». Ma data l'importanza della posta in gioco, certi simpatizzanti della sinistra e dell'estremadestra potrebbero auto-invitarsi agli oltre 10mila seggi per influenzare i risultati. Le urne del primo turno si chiuderanno alle 19 di domenica e i primi risultati significativi arriveranno attorno alle 23. Il secondo turno con il ballottaggio fra i due primi arrivati sarà la domenica successiva.

Nicolas Sarkozy ha perso il primato nelle preferenze espresse alla vigilia (LaPresse)

Nicolas Sarkozy ha perso il primato nelle preferenze espresse alla vigilia (LaPresse) - LaPresse

Di un punto su Sarkozy

L'ultimo sondaggio, effettuato da Le Monde all'antiviglia del voto, danno sorpredentemente in testa Francois Fillon, col 30%delle intenzioni di voto ma avanti soltanto di un punto rispetto a Sarkozy e Juppé, appaiati al 29%.Le primarie socialiste invece sono previste il 22 e 29 gennaio.Il presidente in carica Francois Hollande non ha ancora sciolto la riserva.L'appuntamento con le elezioni presidenziali francesi sarà il 23 aprile per il primo turno, il 7 maggio per il ballottaggio. Nella notte è poi arrivato il
sostegno a Fillon del “grande saggi” della patria, Valéry Giscard d'Estaing, che fu presidente dal 1974 al 1981. «Fillon è serio e onesto. Crede a ciò che dice e lo farà», ha commentato. Ora che Fillon è gomito a gomito con Sarkozy e tallona un Alain Juppé in perdita di vigore, il ballottaggio tra i due big dei Républicains non è più completamente scontato. Il balzo in avanti del cattolico liberale che promette le riforme senza paura di perdere consensi era già emerso l'altra mattina dagli ultimi sondaggi.

Gli altri sfidanti

In caduta libera, invece, Bruno Le Maire, che ha incentrato la campagna interna sul «rinnovamento» della classe politica invocato anche l'altrai sera in tv e che almeno per ora non sembra aver portato frutti. Negli abissi gli altri sfidanti: Nathalie Kosciusko-Morizet (3%), Jean-Frédéric Poisson (2%) e Jean-Francois Copé (1%).

Ma chi sono i sette candidati che si contendono il ruolo di sfidante per il centrodestra alle presidenziali dell'aprile 2017?

Alain Juppé, sindaco di Bordeaux d’età non più verde (71 anni), è il favorito dei sondaggi. L’ex premier neogollista un tempo inviso ai sindacati e condannato per assunzioni fittizie,seduce i «moderati» ed ha stretto un patto con il centrista François Bayrou.

Nicolas Sarkozy, 61anni, è l’unico candidato ex capo dell’Eliseo. Presiede i «Repubblicani» (nuova denominazione dei neogollisti da lui promossa) e ciò in teoria lo avvantaggia,ma la sua reputazione di probità è minata da molte ombre giudiziarie.

Francois Fillon, 62anni, è dato in netta rimonta e spera di sorprendere tutti. Di orientamento economico liberale, l’ex premier di Sarkozy ha un Dna segnato da convinzioni democristiane e si è nettamente posizionato ad esempio contro l’utero in affitto.

Bruno Le Maire
, 47anni, si presenta come l’alfiere del «nuovo» in casa neogollista. L’ex ministro aveva cominciato la campagna all’attacco, ma nei recenti dibattiti televisivi contro i rivali si è mostrato rigido e impacciato, perdendo quota.

Jean-François Copé, ex ministro 52enne già alla guida dei neogollisti anche in tempi agitati di faida interna, non riesce a scrollarsi di dosso la reputazione di personaggio altezzoso e di politicante distante dalla gente. Certi sondaggi lo danno in coda al plotone.

Nathalie Kosciusko-Morizet, 43 anni e unica donna in lizza, ha trascorsi da ministra dell’Ecologia, ma resta relativamente isolata in casa neogollista. Brillante ingegnere, è la candidata più «verde» e più «digitale». Vuol fare esperienza ed essere decisiva in vista del ballottaggio.

Jean-Frédéric Poisson, 53 anni, è l’unico candidato non neogollista, essendo presidente del Partitocristiano-democratico. Poco noto, spera di sedurre l’elettorato cattolico,anche grazie al suo fermo posizionamento sulle questioni etiche.

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