martedì 23 gennaio 2024
Indicava la volontà di dialogo verso la riunificazione dei due Stati. Oggi per il leader supremo è diventato "un pugno nell'occhio" e con lui sono stati tagliati anche i ponti di dialogo
L'Arco della Riconciliazione con la Corea del Sud a Pyongyang, Nord Corea, è stato demolito. Lo hanno rivelato le immagini satellitari. La foto risale al 2005

L'Arco della Riconciliazione con la Corea del Sud a Pyongyang, Nord Corea, è stato demolito. Lo hanno rivelato le immagini satellitari. La foto risale al 2005 - Reuters

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L'Arco della Riconciliazione tra le due Coree non c'è più. È sparito, scomparso dalle immagini riprese dai satelliti. Costruito nel 2000 dopo un summit tra Pyongyang e Seul per celebrare la volontà di proseguire nel dialogo per la riunificazione del popolo coreano, è stato demolito. Un altro segno, tangibile, della volontà del leader Kim Jong Un di inasprire i rapporti con i vicini meridionali e, di conseguenza, con gli Stati Uniti.

Da qualche giorno si parla anche di venti di guerra. Secondo analisti occidentali il dittatore del Nord starebbe pensando a un attacco militare. Da tempo, infatti, crescono le provocazioni. E il 15 gennaio Kim, all'Assemblea popolare suprema, ha chiesto (ordinato) che nella Costituzione venga scritto un emendamento per affermare solennemente che la Corea del Sud è la "principale e perenne nemica" della Repubblica Popolare Democratica di Corea.

Nella stessa occasione la guida suprema aveva affermato di ritenere l'Arco della Rinconciliazione "un pugno nell'occhio". Detto fatto: il monumento, alto 30 metri, è scomparso.

Non solo. Lo scorso anno Pyongyang aveva dichiarato la decadenza degli accordi siglati nel 2018 con il Sud per un graduale allentamento della tensione militare tra i due Stati. Ora, insieme al monumento, sono state "demolite" anche le agenzie governative che per decenni hanno operato nei rapporti con Seul.

Più che un arco, sono stati tagliati tutti i ponti con la Corea del Sud. La Terza Guerra Mondiale a pezzi rischia di vedere aprirsi un altro pericoloso fronte.

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