sabato 18 maggio 2019
Già da lunedì il paziente tetraplegico di Reims potrebbe essere lasciato senz’acqua e cibo. La decisione spacca la Francia. Appello dei genitori. Raccolte 130mila firme dal comitato di sostegno
Tragico conto alla rovescia per Vincent Lambert
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Lotteranno fino all’ultimo per il diritto alla vita di Vincent Lambert, sottolineando che a Reims la campana non rischia di suonare solo per un uomo, ma un po’ anche per quell’idea stessa d’umanità su cui l’Europa s’è fatta storicamente le ossa. Già lunedì, il paziente tetraplegico 42enne in stato di coscienza minima potrebbe essere lasciato senz’acqua e alimentazione. Ma i genitori dell’ex infermiere e gli altri sostenitori non demordono. «Domani, sarò fin dalle 15 davanti all’ospedale di Reims, per supplicarli di continuare a idratare e nutrire Vincent. In Francia, nel 2019, nessuno dovrebbe morire di fame e sete. Se lo desiderate, potete accompagnarmi», ha annunciato Viviane Lambert, la madre, anche sul sito Internet del comitato di sostegno (www.jesoutiensvincent.com) che contabilizza ormai 130mila firme per l’appello «Semplicemente, salviamo Vincent».
A più voci, si ripete che Lambert non è in fin di vita, ma portatore di un pesante handicap, come quasi 2mila altri pazienti in condizioni simili, solo in Francia. Si ricorda che a Vincent è stato finora negato il trasferimento in un centro specializzato, per ragioni non chiare e contro il parere di professori di medicina e bioetica. Si denuncia il muro di gomma che potrebbe indurre la Francia a ignorare l’invito giunto una settimana fa dall’Onu, tramite il Comitato internazionale sui diritti delle persone con disabilità, ad evitare azioni irreversibili durante il periodo necessario allo studio del caso presso l’organismo basato a Ginevra. Il professor Xavier Ducrocq, primario di neurologia in Lorena, ha appena lanciato un vibrante “j’accuse” all’esecutivo e alla ministra della Sanità, Agnès Buzyn: «Perché tanto accanimento nel mantenere la sua carcerazione e nel rifiutare il suo trasferimento? È dunque in quanto handicappato, e unicamente perché handicappato, che Vincent Lambert morirà. Sì, signora ministra». In un altro ardente appello frontale, anche 93 noti giuristi denunciano: «Questa decisione è la più disumana che si possa prendere». Per uscire dal vicolo cieco, i legali degli anziani coniugi Lambert hanno interpellato pure il difensore dei Diritti, che può censurare i soprusi delle strutture pubbliche sui cittadini.

Ma Jacques Toubon, ex ministro neogollista, si è detto ieri non competente per sciogliere il nodo. Mercoledì, era stato già respinto un altro ricorso tentato presso il Tribunale amministrativo di Parigi, dopo anni di battaglie giudiziarie finite anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo. I legali ricordano che le ultime perizie mediche consegnate ai magistrati negavano l’«ostinazione irragionevole» delle cure, nozione chiave nella nuova legislazione transalpina sul fine vita. Gli stessi esami evocavano uno stato vegetativo «irreversibile», ma la metodologia impiegata per giungere a questa conclusione è stata fermamente contestata da numerosi specialisti francesi. Avviato da un collegio medico, il protocollo ospedaliero terminale potrebbe dunque scattare fra poche ore, come notificato all’insieme dei familiari di Vincent, da anni spaccati sul futuro del paziente, con la moglie dalla parte del «lasciar morire». L’asportazione del sondino gastrico e la sedazione fino al decesso potrebbero giungere in mezzo a misure di sicurezza eccezionali, anch’esse estremamente controverse. In un intervento che ricorda il carattere «delicato» di ogni giudizio sul caso, Eric de Moulins-Beaufort e Bruno Feillet, arcivescovo e vescovo ausiliare di Reims, sottolineano lo «stupore» legittimo che desta il mancato trasferimento di Vincent in un centro specializzato, invitando a «pregare affinché la nostra società francese non imbocchi la strada dell’eutanasia». In proposito, si è espresso lungamente pure Xavier Malle, vescovo di Gap, osservando anche come sia «triste constatare che il signor Vincent Lambert è strumentalizzato, in particolare dai promotori dell’eutanasia». In un altro ardente appello frontale, anche novantrè noti giuristi denunciano: «Questa decisione è la più disumana che si possa prendere».
Intanto, il fronte associativo ha appena accusato duramente il presidente Emmanuel Macron di aver dimenticato i portatori d’handicap. Al contempo, nell’arena politica, si commentano le prese di posizione per il mantenimento in vita di Lambert proferite dal capolista neogollista alle Europee, il filosofo François-Xavier Bellamy, in ascesa nei sondaggi.

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