venerdì 3 aprile 2009
Conclusa in Vaticano la due giorni dedicata alla formazione dei sacerdoti del gigante asiatico. Papa Benedetto XVI: aiutarli è importante. Nota sulla Commissione per la Chiesa cinese: «Vicinanza fraterna» ai religiosi colpiti da violenze.
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Seconda riunione in Vaticano della Commissione per la Chiesa in Cina. Un appuntamento ufficiale che serve a fare un bilancio – a quasi due anni dalla Lettera pastorale di Benedetto XVI ai cristiani in Cina – per un bilancio certo non ancora positivo. Due giorni di lavoro dedicati alla formazione dei seminaristi, sacerdoti e consacrati. Una esperienza «a volte sofferta» non solo per le dinamiche interne alla comunità cristiana cinese, ma anche per «rapporti non facili con le autorità civili», si legge nella nota conclusiva del vaticano. E l’arresto del vescovo di Zhengding, Giulio Jia Zhiguo – avvenuto proprio all’inizio dei lavori della commissione – è giudicato un incidente di non poco conto. «Situazioni di questo genere – si legge nella nota della sala stampa vaticana – creano ostacoli a quel clima di dialogo con le Autorità» auspicato nella Lettera del giugno 2007. Non un caso isolato perché «altri ecclesiastici sono provati della libertà o sono sottoposti a indebite pressioni e limitazioni nelle loro attività pastorali», prosegue la nota. Monsingor Jia Zhiguo è stato arrestato lunedì scorso da cinque agenti di polizia che lo hanno prelevato dalla sua abitazione e portato in una località sconosciuta. Si tratta dell’ennesimo «soggiorno forzato» per il vescovo sotterraneo che negli ultimi mesi aveva stretto una collaborazione con monsignor Jang Taoran, vescovo di Shijiazhuang (Hebei), la diocesi della Chiesa ufficiale della zona, riconciliato con la Santa Sede, e che su indicazione del Vaticano, aveva accettato di collaborare con il vescovo Jia Zhiguo, divenendone l’ausiliare. Una collaborazione invisa all’Associazione patriottica e al governo. Questo il tema politico discusso alla Commissione, istituita nel 2007: ai lavori dei vescovi cinesi (di cui non è stato reso noto l’elenco) e dei capi­dicastero di Curia è intervenuto anche Benedetto XVI che ha sottolineato l’importanza di sostenere la Chiesa in Cina. La Commissione ha espresso «vicinanza fraterna» a tutte le vittime di violenze e discriminazioni e si è impegnata a promuovere una adeguata formazione umana, spirituale e intellettuale del clero e delle persone consacrate. Sono circa 3mila i sacerdoti (ufficiali e sotterranei) , oltre 1500 i seminaristi (ufficiali e sotterranei) e oltre 5mila le religiose (ufficiali e sotterranee) che spesso mancano dio formatori adeguati. Una comunità cristiana che soffre di una povertà di sussidi ma anche di un grande dislivello fra sacerdoti anziani e giovani. Una Chiesa perseguitata e che manca della generazione intermedia, quella che corrisponde al periodo della rivoluzione culturale (1966­1976) quando per un decennio sono rimasti chiusi i seminari e i conventi. Un “gap” generazionale ma anche culturale: la sfida pastorale è quella di riuscire a comprendere ed evangelizzare una società cinese in tumultuoso cambiamento in cui urbanesimo, consumismo e materialismo sembrano avere il predominio.
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