mercoledì 30 luglio 2014
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Alla fine le sanzioni economiche contro la Russia, la famigerata «fase tre», è arrivata davvero. Ieri in una lunga riunione a Bruxelles, gli ambasciatori degli Stati membri presso l’Ue hanno concordato all’unanimità una clamorosa stretta su interi comparti dell’economia russa. Che si sarebbe arrivato a questo lo si sapeva già da giorni, e soprattutto dopo la teleconferenza di lunedì tra i leader di Italia, Germania, Francia, Regno Unito e Usa.  Le sanzioni decise ieri, si legge in una dichiarazione a nome dei Ventotto del presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, costituiscono «un forte avvertimento: l’annessione illegale di territorio e la deliberata destabilizzazione di un Paese sovrano vicino non può essere accettato nel Ventunesimo secolo». Van Rompuy ricorda inoltre che «quando la violenza sfugge da ogni controllo e porta all’uccisione di quasi 300 civili innocenti in volo dall’Olanda alla Malaysia, la situazione richiede risposta urgente e determinata». Soprattutto, le sanzioni, conclude, costituiscono «un potente segnale ai leader della Federazione Russa: destabilizzare l’Ucraina, o qualsiasi altro Paese vicino dell’Europa dell’Est, produrrà costi enormi alla sua economia. La Russia si troverà sempre più isolata dalle sue azioni». «Le sanzioni – ha commentato il cancelliere tedesco Angela Merkel – erano inevitabili, ora la Russia dovrà decidere se scegliere la via della de-escalation e della cooperazione». Per il ministro degli Esteri Federica Mogherini, si tratta di «un segnale forte e unitario alla Russia affinché mantenga gli impegni presi».  Oggi saranno noti gli ulteriori nomi aggiunti alla sempre più lunga «lista nera» Ue, che ormai raggiungono l’immediato entourage del presidente russo Vladimir Putin. Le restrizioni economiche, ovviamente, sono quelle che fanno più scalpore. Colpite sono anzitutto le società finanziarie russe detenute per il 50% o più dallo Stato, che non potranno più vendere i propri titoli nell’Ue superiori ai 90 giorni, con un pesante impatto sulla possibilità di finanziamento dell’economia russa. Colpite anche le importazioni e le esportazioni di armi e materiali relativi, ad eccezione però delle commesse già in essere: una condizione imposta dalla Francia che ha un contratto da 1,2 miliardi per la fornitura di navi portaelicotteri Mistral.  Non basta, le sanzioni colpiscono anche le esportazioni di tecnologie dual use (a doppio uso, civile o mi-litare). Particolarmente doloroso per la Russia sarà anche lo stop alle forniture di attrezzature ad alta tecnologia per l’estrazione di petrolio soprattutto nelle profondità marine e nell’Artico o per il gas di scisto. Escluso dalle sanzioni invece l’intero comparto del gas, vitale per molti stati membri dell’Unione Europea. Sanzioni in arrivo anche dagli Stati Uniti. Il Tesoro Usa ha annunciato ieri che in seguito alla crisi ucraina sono oggetto di sanzioni tre banche russe, Vtb Bank, Bank of Moscow e Russian Agricultural Bank. La Russia continuerà a pagare «costi sempre più alti», ha tuonato il presidente americano Barack Obama. Che ha chiesto sia fatta «giustizia» sull’aereo abbattuto in Ucraina.
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