venerdì 13 aprile 2018
Dal Consiglio economico sociale e ambientale, assemblea consultiva nei processi legislativi, un parere che potrebbe aprire la legge oggi in vigore a soluzioni eutanasiche. Macron sosterrà la proposta
La Francia verso il «diritto» a un farmaco per morire?

Ancora più in là, rischiando pure di torcere la lingua francese come uno strofinaccio. Dopo la controversa «sedazione profonda fino al decesso», già introdotta in Francia e condannata da più parti come possibile porta aperta a forme di «eutanasia mascherata », c’è adesso chi chiede una «sedazione profonda esplicitamente letale».

È la proposta avanzata in un rapporto-parere dalla 'terza assemblea della République', il Consiglio economico sociale e ambientale (Cese). La presa di posizione giunge solo poche ore dopo le speranze sollevate dal discorso tenuto lunedì sera dal presidente Emmanuel Macron all’incontro organizzato dalla Conferenza episcopale francese. Un discorso nel quale il capo dell’Eliseo sottolineava la necessità di «trovare il limite» agli stravolgimenti antropologici in vista. Per il Cese occorre invece «allargare il campo delle possibilità» nelle 'ultime cure'. Un parere che pare una secca risposta al monito pronunciato lunedì da monsignor Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia e presidente della Conferenza episcopale, davanti al capo dello Stato: «Si può qualificare come 'ultima cura' l’atto di dare la morte? Ci sono limiti che non si dovrebbero oltrepassare».

Rispondendo a una petizione con oltre 200mila firmatari per la legalizzazione dell’«aiuto attivo a morire», il Cese ha di fatto avallato l’eutanasia, pur senza mai chiamarla col suo nome: 107 i favorevoli, 18 i contrari e 44 le astensioni. Citando i recenti casi clinici 'mediatizzati' come prova dell’insufficienza dell’attuale quadro legislativo, l’organismo consultivo conclude che occorrerebbe introdurre un «nuovo diritto» dei pazienti «nei casi in cui le cure palliative non diano una risposta soddisfacente». Nel quadro di un rapporto che giudica formalmente necessarie anche le cure palliative, il Cese tratteggia poi l’identikit della possibile futura eutanasia alla francese, prefigurata per i maggiorenni colpiti da una «sofferenza fisica o psichica implacabile » che si manifesta durante «un’affezione incurabile in fase avanzata, anzi terminale».

La somministrazione del farmaco letale secondo il Cese potrebbe essere eventualmente affidata allo stesso paziente oltre che a un medico. Il rapporto è stato pubblicato mentre giungono in dirittura d’arrivo gli Stati generali della bioetica, ovvero il vasto dibattito pubblico nazionale che entro fine aprile dovrà raccogliere i pareri della società civile sui principali temi destinati a confluire, in autunno, nella revisione obbligatoria della vigente legge quadro sulla bioetica. Il 4 giugno a pubblicare una sintesi delle decine di dibattiti locali e dei pareri raccolti anche via Internet sarà un altro organismo parso spesso negli ultimi tempi su posizioni bioetiche liberiste: il Comitato consultivo nazionale d’etica (Ccne), già autore nel giugno 2017 di un parere favorevole all’allargamento della fecondazione assistita alle donne single e alle coppie lesbiche.

Dopo l’estate i parlamentari si baseranno anche su questa sintesi per legiferare nel quadro della revisione prevista ogni 7 anni e che suscita vive perplessità, com’è stato ribadito dai vescovi nell’incontro con Macron. Finora i dibattiti degli Stati generali sono stati dominati proprio dai temi del fine vita e dell’accesso eventualmente allargato alla fecondazione assistita. Due questioni chiave su cui peseranno i pareri del Cese e del Ccne. Nel caso dell’eutanasia la richiesta di uno strappo era stata espressa su Le Monde, a fine febbraio, da 156 deputati, molti dei quali provenienti dalla maggioranza di Macron. Il parere del Cese viene ora interpretato come un 'uno-due' dal-l’alto, potenzialmente capace di mettere in sordina la pluralità di voci dal basso espresse dagli Stati generali. Lunedì Macron aveva assicurato ai vescovi di non nascondere piani predefiniti in campo bioetico. Ma nella cerchia del presidente l’orientamento prevalente si sovrappone sempre più con le posizioni apertamente liberiste in economia care a Macron. Come se fra un ambito e l’altro stesse avvenendo un travaso strisciante, e forse non del tutto casuale, data la finanziarizzazione potenziale che investe tanti ambiti bioetici. Su questo sfondo gli osservatori si chiedono se il presidente e la sua maggioranza agiranno davvero da ago della bilancia, valutando e ponderando diverse posizioni, o finiranno per prevalere logiche indipendenti dalla ricerca del bene comune. Per chi difende la vita un’estrema vigilanza ora s’impone come mai prima.

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