martedì 27 gennaio 2015
​L'agenzia per i rifugiati palestinesi denuncia: costretti a sospendere l'assistenza, bambini muoiono per ipotermia. Nella conferenza dei donatori era stata annunciata una pioggia di dollari.
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L'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi, Unrwa, è stata costretta a sospendere l'assitenza alle famiglie colpite dall'ultima offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, visto che i Paesi donatori non hanno rispettato le proprie promesse di aiuto."Non è chiaro perché il denaro non sia stato trasferito", si legge in un comunicato del direttore dell'agenzia, Robert Turner, secondo il quale sono necessari immediatamente 100 milioni di dollari per proseguire il piano di aiuti delineato alla conferenza dei donatori che si è tenuta al Cairo lo scorso ottobre.In quell'incontro, organizzato da Norvegia ed Egitto, i donatori offrirono un totale di 5.400 milioni di dollari per far fronte alla ricostruzione. Il piano dell'Unrwa, che negli ultimi mesi ha apportato 135 milioni di dollari per aiutare a ricostruire le case o pagare gli affitti delle famiglie sfollate, ha un costo totale di 270 milioni. Il portavoce dell'organizzazione, Chris Gunnes, ha riferito a Efe che all'Unrwa mancano 585 milioni di dollari. "La gente di Gaza - sottolinea - paga le conseguenze" del mancato pagamento delle promesse. "Virtualmente nessuno" dei 5.400 milioni di dollari promessi nella conferenza del Cairo è giunto a Gaza, spiega ancora Turner, che definisce la situazione "inquietante e inaccettabile". "La gente - aggiunge - è disperata e la comunità internazionale non può nemmeno offrire il minimo, per esempio una casa riparata in inverno".La calma nell'area, sottolinea inoltre, dipende da questi aiuti e "non durerà" se continua la situazione attuale. "Stiamo parlando di migliaia di famiglie che continuano a soffrire le conseguenze di questo freddo inverno in rifugi inadeguati. La gente sta dormendo letteralmente nei detriti, alcuni bambini sono morti per ipotermia", conclude.
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