martedì 21 febbraio 2023
L'arcivescovo Timothy Broglio: siamo senza parole, ra sempre accanto agli ultimi. «Una tragedia che colpisce per la mancanza di rispetto per la vita
L'arcivescovo Timothy Broglio

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La morte di monsignor David O’Connell, ucciso sabato notte nella sua abitazione di Los Angeles, è una grande perdita per la Chiesa cattolica degli Stati Uniti. Parole dell’arcivescovo castrense Timothy Broglio, dallo scorso novembre presidente della Conferenza episcopale statunitense. Avvenire lo ha intervistato raggiungendolo telefonicamente nella sua sede di Washington. «Ho parlato con l’arcivescovo di Los Angeles, José Gómez – racconta – e mi ha spiegato che quando hanno visto che monsignor O’Connell non si era presentato ad un incontro, un diacono della zona è andato a casa sua e poi ha chiamato la polizia che ha scoperto che era stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco. Ora la sua salma è ancora a disposizione della magistratura per i rilievi del caso».

Monsignor O’Connell era molto coinvolto nella pastorale sociale...

Lui lavorava molto per i poveri e anche per aiutare i piccoli e grandi coinvolti nelle bande criminali che imperversano in alcune zone di Los Angeles ad uscire da quel mondo. Forse è da lì che viene chi lo ha ucciso. Ma è presto per poterlo dire con certezza.

Che significato ha per la Chiesa negli Usa questa tragedia?

Siamo tutti colpiti da questa uccisione. Monsignor O’Connell, fin dal suo arrivo dalla natìa Irlanda, è sempre stato un pastore completamente al servizio degli ultimi, dei più poveri, dei più sfortunati, degli ultimi. Vederlo ucciso ci lascia davvero senza parole. È una grande perdita non soltanto per la comunità cattolica di Los Angeles, ma per tutta la Chiesa degli Stati Uniti. Siano tutti colpiti da questa violenza. Da questa mancanza di rispetto per la vita e per la persona umana.

Negli ultimi anni la Chiesa statunitense è stata coinvolta in un vivace dibattito, anche interno, sulle questioni inerenti la difesa della vita...

La Chiesa cattolica negli Stati Uniti è convintamente impegnata nella difesa della vita dal momento del concepimento fino alla morte naturale. Questa tragedia, la violenza che testimonia, ci rafforza nell’idea che questo impegno è quanto mai necessario.

All’episcopato statunitense non mancano accuse di occuparsi prevalentemente della questione aborto, piuttosto che preoccuparsi delle altre minacce alla vita...

Sulla questione dell’aborto i vescovi degli Stati Uniti seguono il magistero del Concilio Vaticano II. Nella Costituzione pastorale Gaudium et Spes l’aborto e l’infanticidio vengono definiti “ crimina nefanda”. Delitti abominevoli. Ciò detto la Chiesa cattolica è fortemente impegnata a livello sociale a favore dei poveri e degli ultimi. Le caritas diocesane sono in prima linea per rispondere alle persone in difficoltà. La Conferenza episcopale poi ha un braccio operativo che lavora a livello internazionale, il Catholic Relief Service (CRS). Quando c’è stato il terremoto che ha devastato Haiti, gli aiuti del governo Usa sono arrivati lì proprio grazie al CRS. Certamente parliamo molto a favore del diritto alla vita per contrastare chi vuole promuovere il libero diritto d’aborto. Ma il nostro impegno non si limita a questo. Monsignor O’Connell era un esempio di questo.

Mi permetta una domanda sulla guerra in Ucraina. Cosa può fare la Chiesa per la pace?

Di fronte a quello che sta succedendo in Ucraina dopo l’invasione subita è difficile capire come favorire un dialogo che porti alla pace. Il dialogo presume una disponibilità che manca. D’altra parte, seguendo l’esempio di papa Francesco, ogni giorno prego e invito a pregare per la pace.

Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) il presidente Joe Biden è a Kiev. Cosa pensa di questo gesto?

Sono molto contento che sia andato. È un bel segno di solidarietà e di sostegno al popolo ucraino. Ho visto che quando era lì hanno suonato le sirene per un attacco, anche se, ho sentito alla radio, la Casa Bianca aveva avvisato Mosca della visita.

Da quando Biden è diventato presidente, il secondo battezzato cattolico dopo John Kennedy, non c’è stato ancora un incontro con i vertici dell’episcopato Usa...

Vero.

Quando prevede ci potrà essere?

Abbiamo chiesto. Speriamo che la sua agenda lo possa permettere. Recentemente ha incontrato il vescovo di El Paso, che è presidente della Commissione per i migranti, questo è un primo passo positivo. Speriamo in uno successivo.

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