giovedì 20 agosto 2009
«Un successo», così il governo afghano, la Nato e il segretario dell'Onu hanno commentato l'esito del voto in Afghanistan, svoltosi oggi in un clima condizionato dalle minacce e dagli attacchi dei taleban. Oggi si sono registrati 26 morti in diversi attacchi, ma secondo il governo l'affluenza potrebbe aver toccato addirittura il 50%.
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Un "successo": questo il commento pressocchè unanime sulle elezioni presidenziali e provinciali svoltesi oggi in Afghanistan, dove i seggi si sono chiusi alle 16, le 13,30 ora italiana. A chi si trovava già in coda al momento della chiusura è stata peraltro concessa una proroga per votare, oppure l'apertura è stata prolungata laddove si erano verificati ritardi in avvio.Di "successo" hanno parlato tanto il presidente uscente, Hamid Karzai, quanto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, e quello dell'Onu, Ban Ki-moon. A detta di Karzai, la legittimità della consultazione non sarà comunque influenzata dall'entità della partecipazione. Il capo dello Stato uscente ha ringraziato i connazionali per aver sfidato le minacce dei Talebani ed essersi recati a votare, e ha parlato di una "bella giornata" per il Paese."Siamo soddisfatti per la partecipazione del nostro popolo alle elezioni", ha commentato a sua volta il ministro dell'Interno, Hanif Atmar. Ad Azizullah Lodin, capo della Commissione Elettorale Indipendente, sono stati chiesti dati più precisi, ma si è limitato a rispondere che li annuncerà ufficialmente non appena avrà ricevuto le informazioni relative all'esatto numero complessivo dei votanti: per questo, ha puntualizzato, occorreranno dai tre ai quattro giorni. In precedenza fonti della stessa Commissione Elettorale avevano definito l'affluenza parziale "molto buona", ipotizzando che si potesse arrivare anche a un 50 per cento finale: eventualità messa tuttavia in dubbio da diversi osservatori occidentali, che hanno parlato di previsioni eccessivamente ottimistiche; specie per il sud, roccaforte principale dei taleban, dove un anonimo diplomatico europeo ha calcolato che non si sia andati oltre il 10 per cento.Violenze e morti. I Taleban hanno comunque moltiplicato le offensive, soprattutto nell'est e nel sud del Paese, ma non ci sono state le azioni eclatanti che avevano adombrato. Nel complesso sarebbero stati non più di 26 in tutto il Paese coloro che non aderivano all'insurrezione e che sono stati uccisi. Stando al ministro della Difesa, Abdul Rahim Wardak, in particolare sono morti otto soldati regolari afghani e altri 28 sono rimasti feriti, a fronte di un totale di 135 episodi di violenza accertati, e di cinque attentati terroristici sventati. Dal canto proprio Atmar ha riferito che hanno perso la vita anche nove civili e altrettanti poliziotti. Il capo della polizia per la provincia settentrionale di Baghlan, Mohammad Kabir, ha riferito invece dell'eliminazione di almeno 22 Taleban in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza; ulteriori due insorti hanno perso la vita in una sparatoria con la polizia, avvenuta nella capitale. Razzi sono stati sparati su Kandahar, Kunduz e Ghazni.
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