sabato 3 luglio 2010
Usati finora solo 3,6 miliardi sui 44 disponibili. Errani: «Il governo ci rispetti. E faccia una commissione sugli sprechi». Vendola ricorda che spesso i ritardi sono «Colpa dei ministeri».
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Nuova puntata dell’ormai difficile rapporto fra il governo, nella persona di Giulio Tremonti, e le Regioni. Il ministro dell’Economia attacca pubblicamente le amministrazioni regionali del Sud, colpevoli di lamentarsi tanto ma di saper utilizzare finora solo una minima parte dei quasi 44 miliardi di euro di fondi europei (per il periodo 2007/13). E chiede di smetterla con la «cialtroneria di chi prende i soldi e non li spende».Parole pronunciate da un Tremonti in camicia davanti alla foltissima assemblea della Coldiretti e che provocano la replica "in diretta" di Vasco Errani, il presidente della Conferenza delle Regioni, che esorta allora il ministro a «fare una commissione a costo zero sugli sprechi della pubblica amministrazione, che guardi voce per voce». La nuova polemica alimenta un clima reso già incandescente, oltre che dalla manovra, dalla conferma (arrivata dall’Agenzia delle Entrate) che l’Irap sarà più salata dello 0,15% per le aziende già dall’acconto di novembre prossimo, mentre la mini-stangata dell’Irpef, legata all’aumento dell’addizionale nelle 4 regioni in deficit sanitario (Lazio, Calabria, Campania e Molise), scatterà solo a partire dal 2011, con un anticipo al 2010 solo per i dipendenti che finiscono di lavorare. Un conto che solo per l’Irpef, che riguarda tutti i contribuenti, varrà in media 60-70 euro a testa. L’aggravio di tasse innesca la reazione di Confindustria, che in una nota parla di «una fiscalità di svantaggio» per il Sud e annuncia che «non intende tollerare più a lungo comportamenti irresponsabili da parte delle Regioni».La nuova polemica tremontiana sortisce però il suo effetto. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, la definisce un «intollerabile diversivo» per «non dare risposte». Replica per le rime il governatore pugliese Nichi Vendola, che accusa il ministro di voler «avvelenare i rapporti fra governo e Regioni». Per di più proprio nel momento in cui una delegazione di governatori, in attesa dell’incontro promesso da Berlusconi, aveva trovato udienza ieri dal presidente del Senato, Renato Schifani, il quale ha detto che farà arrivare «le loro preoccupazioni» a Palazzo Chigi. Sono timori palesati dalle parole di Roberto Formigoni, governatore lombardo: «Siamo pronti a farci carico di spiegare alcuni tagli ai cittadini, ma non vogliamo dover essere costretti a tagliar loro la testa». Proprio per l’impegno a Palazzo Madama, Errani e Polverini sono arrivati in lieve ritardo all’assemblea Coldiretti. In tempo, però, per sentire Tremonti scagliarsi contro lo «scandaloso percorso» nella gestione delle risorse Ue al Sud: «Dei fondi sul programma 2007/13 – ha spiegato – questi signori hanno speso solo 3,6 miliardi. Mentre cresceva la protesta contro i tagli, aumentavano i capitali non usati. Più il Sud declinava, più i fondi salivano. Questa cosa è di una gravità inaccettabile». E lo sarà ancor di più valutando che «siccome i soldi per il Sud saranno di più e non di meno nei prossimi anni, non si può continuare con questa gente che sa solo protestare e non sa dare servizi». Sul tema è intervenuto anche il ministro per i Rapporti regionali, Raffaele Fitto, che propone una «nuova agenda per il Sud» sostenendo che Tremonti «mette a nudo una dura realtà». Controversa però, a sentire Vendola, per il quale «è evidente che la "cialtroneria" delle Regioni meridionali ha prodotto comunque performance migliori, come capacità di spesa, rispetto ai responsabili delle misure gestite direttamente dai ministeri». E anche Raffaele Lombardo, presidente della Sicilia, ha risposto, piccato, che «i cialtroni vanno cercati altrove». Ed Errani ha ricordato il «necessario rispetto fra le istituzioni».
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