venerdì 12 gennaio 2018
Faro Ue sul prestito ponte. I francesi con il supporto di Delta e Easjet sarebbero tornati a mostrare interesse
Rispunta Air France, Lufthansa c'è ma chiede tagli

Quanto è complicato trovare la rotta giusta perché il 'volo' di Alitalia giunga a destinazione sicura. Anche ieri non sono mancate le sorprese. Perché da subito si è appreso che sul vettore 'nostrano' si erano riaccesi nuovi interessi, in particolare di Air France-Klm e Delta – entrambi membri dell’alleanza Sky Team di cui fa parte la stessa Alitalia – che si getterebbero nel corsa per l’acquisto di asset dell’ex compagnia di bandiera italiana. Secondo indiscrezioni sarebbe un affiancamento delle due compagnie all’offerta di easyJet, all’interno della quale prenderebbero il posto del fondo Cerberus che, a questo punto, potrebbe quindi correre da solo. Nuovi 'incomodi', o forse a questo punto, nuove opportunità sulle rotte della salvezza del vettore. Fermo restando l’interesse dichiarato di Lufthansa e ribadito ieri, però, con alcuni paletti non da poco. In particolare i tedeschi hanno messo le mani avanti, confermando il proprio interesse ma rimarcando che l’acquisizione potrà avvenire solo dopo una profonda ristrutturazio- ne. Questa è la condizione posta dal ceo del gruppo tedesco, Carsten Spohr, in una lettera inviata proprio ieri al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e confermate da fonti dell’aviolinea, secondo le quali il compito della ristrutturazione spetta all’amministrazione straordinaria. Con 'step' ben definiti: la ristrutturazione dell’ex compagnia di bandiera chiesta da Lufthansa, hanno spiegato le stesse fonti vicine al dossier andrebbe collocata in una fase successiva all’eventuale firma di un impegno di acquisto, come avviene in questo tipo di operazioni. Perché prima deve esserci il 'signing', cioè il pre-accordo, che impegna il potenziale acquirente ad acquistare. Quindi – e solo dopo il via libera dell’Antitrust – può partire la ristrutturazione, che sarà fatta in base alla negoziazione raggiunta tra le parti. Infine il 'closing', cioè il perfezionamento dell’accordo di acquisto. In attesa di entrare nel merito, adesso c’è attesa per la scelta dei commissari di Alitalia sulla proposta da preferire e quale interlocutore scegliere per intavolare una trattativa in esclusiva. Questa scelta è prevista tra la fine di questa settimana e gli inizi della prossima, come peraltro affermato nei giorni scorsi dal ministro Calenda.

La questione della profonda ristrutturazione ovviamente fa temere tagli e le parti sociali non nascondo la preoccupazione. «Poco confortante»: Emiliano Fiorentino, segretario nazionale Fit-Cisl, definisce così la notizia secondo cui Lufthansa ha scritto al ministro Calenda per chiedere ulteriori tagli in Alitalia come pre-condizione per accedere alla fase successiva della trattativa per il suo acquisto. «La ristrutturazione chiesta da Lufthansa è importante», prosegue Fiorentino. Ma rimarca «queste sono parole che come rappresentanti dei lavoratori e a difesa del lavoro e dell’occupazione del nostro Paese non possiamo ascoltare e tantomeno accettare. Siamo certi che anche il nostro Governo, dopo aver investito molto per il risanamento della compagnia, sia in risorse umane che economiche, non prenderà in considerazione tali richieste. Altresì – conclude – ci auguriamo che il Governo farà meglio comprendere che acquistare una parte delle quote della nostra compagnia aerea è sicuramente una grande opportunità di crescita e sviluppo per tutti, che non può essere ricondotta a una mera operazione speculativa». E il tema delle risorse pubbliche investite in questa fase di traghettamento rischiano di entrare in un fronte delicato. Infatti il prestito ponte da 600 milioni che il Governo aveva concesso ad Alitalia ad aprile 2017, esteso ad ottobre di altri 300 milioni, é finito nel mirino della Ue dopo i reclami presentati dai concorrenti, convinti che non rispetti le condizioni di mercato. E che comporti quindi una violazione delle regole Ue sugli aiuti di Stato. Bruxelles sarebbe in contatto con le autorità italiane e aspetta una notifica da parte del Governo, per poter avviare la procedura di valutazione.

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