domenica 18 giugno 2017
Si chiama Vision e potrebbe debuttare tra qualche anno: l'automobile stessa ordinerà via Cloud la stampa della ricopertura per i pneumatici
La futuristica Michelin Vision

La futuristica Michelin Vision

Tra qualche decennio, o forse qualche anno, i pneumatici non si acquisteranno più dal gommista e, probabilmente, sarà la stessa automobile (a guida autonoma) a ordinarle da sola al Cloud , su input del computer di bordo. Il sistema avviserà gli occupanti che la gomma non ha più le caratteristiche necessarie per circolare o, ad esempio, che le condizioni dell'itinerario richiedono di passare dagli invernali agli estivi o viceversa. A fornire il pneumatico, o meglio il battistrada da depositare automaticamente su un complesso ruota (senza aria per il gonfiaggio) anch'esso realizzato tridimensionalmente, non ci sarà più né la fabbrica tradizionale né lo specialista in gomme ma alla rigenerazione della gomma provvederà una macchina per la stampa 3D, collocata ovunque nelle stazioni di servizio o lungo le strade urbane ed extraurbane.

Questo scenario assolutamente innovativo e rivoluzionario, che tiene conto delle tante problematiche che stanno nascendo sulla prospettiva di una diversa mobilità (come auto a guida autonoma e condivise e ridotte velocità medie in ambito urbano) è stato disegnato da Michelin che ha scelto l'evento Movin'On, in svolgimento a Montreal, per dare una potenziale “spallata” al tradizionale concetto di pneumatico per auto. Il nuovo Vision - ha detto Terry K. Gettys, vicepresidente esecutivo R&D di Michelin durante il reveal - racchiude quattro vere rivoluzioni: è organico, “ricaricabile”, senza aria e connesso. Viene infatti prodotto con materiali bio, completamente riciclabili (e in parte riciclati) con un bassissimo impatto sull'ambiente. Vision utilizza poi un battistrada depositato direttamente sulla struttura della ruota senza vulcanizzazione e per un spessore inferiore alle gomme tradizionali».

Può dunque essere “ricaricato” come si fa per la scheda dello smartphone tutte le volte che serve - chi fa poca strada lo farà una volta all'anno, chi macina chilometri più spesso - ma sempre riutilizzando il cerchio strutturale che ha, così, la stessa vita dell'automobile. Che sia privo di aria è evidente, in quanto Vision sfrutta l'esperienza maturata da Michelin con Tweel (pneumatico-ruota già in regolare commercio per piccoli veicoli a bassa velocità) e propone una costruzione in cui una parte delle funzioni che nel normale pneumatico sono svolte dalla carcassa e dai fianchi (quelle strutturali e di ammortizzamento) sono state trasferite ad un elemento ruota costituito da un reticolo. Per ovviare al problema della evacuazione dell'acqua quando piove, tra battistrada e cerchio strutturale vi sono apposite forature che fanno uscire il liquido con la spinta della forza centrifuga. Infine il nuovo Vision di Michelin porta ad un livello ancora superiore l'internet of things (IoT) diventato un elemento connesso a tutto il sistema della vettura, per trasmettere informazioni sul suo funzionamento e permettere di gestire al meglio i parametri di regolazione della dinamica di marcia e gli interventi di manutenzione e rigenerazione del battistrada.

© Riproduzione riservata

ARGOMENTI: