mercoledì 4 gennaio 2017
Il 2016 si chiude con un'impennata del costo della vita, nonostante che nel complesso sia stato segnato dalla deflazione
Il 2016 è stato un anno in deflazione, ma a dicembre i prezzi sono tornati a salire (Lapresse)

Il 2016 è stato un anno in deflazione, ma a dicembre i prezzi sono tornati a salire (Lapresse) - LaPresse

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Balzo dell’inflazione a dicembre. I prezzi tornano a risalire prepotentemente soprattutto nell’Eurozona ma anche in Italia. Nell’Unione Europea a 19, secondo le stime dell’Eurostat, il rialzo è dell'1,1% tendenziale contro lo 0,6% di novembre. I prezzi sono stati spinti dalla rimonta degli energetici. Si tratta di un dato superiore alle previsioni degli analisti - che si aspettavano un incremento inferiore di un decimale - e ai massimi da oltre tre anni (39 mesi).

Quanto all’Italia, invece, si resta ben al di sotto della media dell'Eurozona. L'inflazione nella Penisola è risalita a dicembre con un'accelerazione a 0,5% da 0,1% segnato a novembre e un incremento di 0,4% su base annua. La ripresa dell'inflazione a dicembre, entrando nel dettaglio dei dati dell’istituto di statistica, è legata alla crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,6%), degli energetici non regolamentati (+2,4%) e degli alimentari non lavorati (+1,8%).

Nonostante l’impennata nell’ultimo mese, tuttavia, il 2016 si chiude con una variazione negativa dello 0,1% come media d’anno.

“È dal 1959 (quando la flessione fu pari a -0,4%) che non accadeva”, rileva l’Istat.La risalita dei prezzi sicuramente viene guardata con attenzione da parte della Bce. E le differenze tra Italia e Germania (l’inflazione tedesca è schizzata a 1,7% sull’anno) renderanno arduo il compito di Francoforte per la sua politica monetaria espansiva.

L'istituto centrale - che persegue un obiettivo d'inflazione inferiore ma vicino al 2% - sta portando avanti un vasto programma di stimolo monetario, basato su acquisti di titoli, in gran parte pubblici. A inizio dicembre la Bce ha prolungato il piano di 9 mesi, fino alla fine del 2017, ma da marzo l'importo mensile del Quantitative easing passerà a 60 miliardi dagli 80 attuali. Sarà da vedere se - alla luce della ripartenza dell’inflazione e con la Germania ormai a un passo dall’obiettivo di Francoforte - la tabella di marcia della Banca centrale europea subirà modifiche.

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